Annie Leibovitz, il fascino discreto di un clic

12 Novembre 2012


Sono pochi i fotografi in grado di farsi da parte, non prendere il sopravvento, lasciare che il soggetto da loro ritratto sia in contatto diretto e immediato con chi guarda. Sono pochi i fotografi che vantano una tale capacità di intermediazione, segno di innata sensibilità; pochissimi quanti sanno creare un feeling così esclusivo con i propri modelli e sanno condividerlo con il pubblico. Tra questi Annie Leibovitz, protagonista di una nuova puntata di Visionaries.

Dalla Regina Elisabetta a Miley Cyrus, passando ovviamente per un’icona della contemporaneità come Lady Gaga: non c’è personaggio significativo degli ultimi decenni che non sia passato sotto l’obiettivo di Annie Leibovitz, celeberrima ritrattista per conto di “Vanity Fair”. Ma ancor prima, dal 1970 al 1983, collaboratrice per “Rolling Stones”: sono proprio gli scatti ripresi durante i live e nei backstage dei maggiori nomi del rock a consegnarle fama e successo.

È entrato nella storia il suo reportage al seguito di Mick Jagger e soci, nel 1975; ma anche l’ironico ultimo foto-ritratto di John Lennon, scattato la mattina prima del suo omicidio. Attraverso lo sguardo della Leibovitz i grandi della musica, così come ogni altra personalità, sono spogliati di ogni accento di divismo; svelano la propria quotidianità con autentica semplicità, freschezza e originalità.

Un modo di fotografare che non cambia anche quando la Leibovitz è chiamata a svolgere grandi campagne pubblicitarie: famosa quella firmata, negli anni ’80, per American Express; altrettanto nota quella, recentissima, per conto del marchio Vuitton. Un’esperienza intensa, che ha visto devolvere i cachet di modelli quali Michail Gorbaciov, Angelina Jolie e Muhammad Ali in favore del “Climate Project” condotto da Al Gore.