Salvemini in ricordo dei migranti scomparsi

20 Gennaio 2015

Kater I Rades, motovedetta albanese protagonista della Strage del Venerdì Santo

In prima visione, giovedì 22 gennaio Sky Arte HD trasmetterà il documentario L’Approdo delle Anime Migranti di Simone Salvemini. Una storia vera, un dramma umano è al centro di questo film, in onda alle 20:35: la vicenda della motovedetta Katër i Radës, passata alla storia come “la strage del Venerdì Santo”.

Il 28 marzo 1997, la motovedetta albanese fece naufragio nel canale di Otranto dopo essere stata speronata da una corvetta della Marina Militare, durante una serie di manovre di allontanamento compiute dalle due imbarcazioni.
A bordo della Katër i Radës – concepita per ospitare i nove membri dell’equipaggio necessario alla navigazione – viaggiavano almeno 120 persone. Di più, probabilmente. Erano tutti profughi che fuggivano dalla rivolta civile armata che stava mettendo l’Albania a ferro e fuoco. Di questi, si salvarono soltanto 34 persone: i soccorsi recuperarono i corpi senza vita di 81 vittime, mentre si stima che risultino ancora dispersi tra i 24 e i 27 profughi.

A 14 anni di distanza dalla tragedia, il relitto della motovedetta albanese è stato sottratto alla rottamazione grazie all’interessamento dell’associazione Integra Onlus e del sindaco di Otranto: la città accoglie ora quanto resta della Katër i Radës, trasformata dall’artista greco Costas Varotsos in un monumento alla memoria di tutti i migranti periti in mare.

Proprio l’artista è tra i testimoni ripresi nel corso del documentario, per raccontare questa drammatica storia. Insieme a lui, partecipano al racconto collettivo il giornalista Alessandro Leogrande, autore del libro Il naufragio (Feltrinelli Editore), e Luigi Ratclif – Presidente della Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo.
Al fianco di questi esponenti della cultura e della memoria storica dell’Europa mediterranea, nel corso del documentario si avvicenderanno poi tutta una serie di artisti provenienti dalle zone più calde dell’area costiera, oltre ai diversi membri di una comunità tuttora impegnata a mantenere vivo un ricordo tanto doloroso quanto necessario.
Perché storia, memoria e fratellanza tra i popoli, soprattutto, non lascino spazio al naufragio sociale.