Archeologia del Novecento. Il mistero del Nord

13 agosto 2014


A volte si tratta di una pia illusione, del miraggio di poter governare fino in fondo le forze della natura. Altre è invece frutto del logico nascere ed esaurirsi di occasioni e opportunità, nell’esibizione del carattere effimero e transitorio di ogni impresa dell’uomo. Sono innumerevoli, ai quattro angoli del globo, le architetture recenti abbandonate a se stesse. Luoghi dal fascino magnetico e spettrale, che Sky Arte HD passa in rassegna con i documentari della serie Rovine Moderne.

Il nostro giro del mondo comincia nel profondo nord. Sono passati poco più di cento anni da quando Stoccolma decise di stabilire un proprio avamposto sull’isola di Spitsbergen, nel remoto arcipelago delle Svalbard: terre prossime al circolo polare artico, attanagliate da condizioni climatiche prossime all’inabitabile ma premiate da ricchi giacimenti di risorse naturali. Preda del lavoro di tenaci minatori: svedesi prima, sovietici a partire dal 1927. Data della cessione di quella regione alla Russia.

Con lo sgretolamento dell’URSS anche l’eroico villaggio di Piramida, così era stato battezzato dai suoi abitanti, finisce per implodere. Vedendo partire una dopo l’altra le poche famiglie che per anni l’avevano animato, finendo nel 1998 per trasformarsi in una gelida città fantasma, persa alla frontiera tra la civiltà e i ghiacci perenni. È qui che si spingono oggi le telecamere, per raccontare la vicenda di un luogo condannato – paradossalmente – all’eternità.

Perché, sono convinti gli studiosi, l’ambiente freddissimo delle Svalbard sortisce l’effetto di un vero e proprio frigorifero: conservando intatti muri e pareti, soffitti e serramenti. Senza bisogno di alcun tipo di manutenzione, anche in assenza dell’uomo, facendo di Piamida l’ultima località del mondo a incontrare il proprio naturale disfacimento. Trasformando la realtà in cartolina di se stessa, museo a cielo aperto di una civiltà solo apparentemente estinta.

La curiosità
– Il fascino di Piramida ha richiamato nel corso degli ultimi anni diversi turisti dell’estremo, al punto che per accoglierli è stato aperto sull’isola di Spitsbergen il minuscolo Hotel Tulip.