La Milano di Peter Eisenman

22 Luglio 2015

Eisenman, Residenze Carlo Erba ®Eisenman Architects

Anche questo giovedì, la serata di Sky Arte HD ospita i grandi nomi dell’architettura internazionale, protagonisti di Skyline: Architetti per Milano, la serie in 6 puntate dedicata agli indiscussi autori del profondo cambiamento vissuto dal panorama urbano del capoluogo lombardo. Dopo Daniel Libeskind, Renzo Piano e César Pelli, il 23 luglio toccherà a un altro incredibile professionista raccontarsi, in conversazione con il collega Stefano Boeri.

Sarà Peter Eisenman a prendere la parola, ripercorrendo le tappe essenziali di una carriera sfolgorante, che l’ha trasformato in una delle più illustri personalità del settore. Prima di puntare l’attenzione sul proprio contributo alla ridefinizione dello skyline milanese, Eisenman descriverà la genesi e lo sviluppo del suo progetto più importante, il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, realizzato a Berlino nel 2005.

Eisenman e il suo collaboratore d’eccezione Richard Serra misero a punto una struttura senza precedenti: oltre 2000 stele in calcestruzzo colorato di grigio, disposte lungo una disciplinata griglia ortogonale, capace di “avvolgere” il visitatore e lasciarlo senza fiato. La medesima attitudine a sovvertire le regole precostituite si riscontra anche nel progetto di Eisenman per le Residenze Carlo Erba di Milano, nel cuore di Città Studi.

È proprio nel cantiere delle Residenze – ancora in fase di completamento – che l’architetto statunitense si è concesso una chiacchierata con Stefano Boeri, ripreso dalle telecamere di Sky Arte HD. La sfida dettata dai limiti costruttivi dell’area su cui sorgeranno le Residenze è complessa e dunque stimolante per Eisenman, che è riuscito a trasformare le limitazioni in opportunità, progettando edifici a tre piani – nel rispetto dello stile milanese – e usando materiali differenti. Il risultato sarà una struttura in grado di rispondere alle esigenze del territorio, del cliente e degli utenti, in una logica dinamica che segue la mutevolezza contemporanea del paesaggio urbano milanese.