Arte e amore nel segno della fotografia

10 Marzo 2014


Non si può certo dire che Lee Miller non sia stata una predestinata. A metterla sulla strada della fotografia, ancora bambina, è l’eccentrico padre Theodore: geniale inventore ed eclettico sperimentatore dell’immagine, che introduce i figli alle magie della camera oscura. Siamo nella New York di inizio Novecento; la stessa che vedrà Lee, una volta cresciuta, essere fermata per strada da un certo Condé Nast, fulminato dalla sua bellezza.

La conoscenza del patron di Vogue  segna l’inizio di una fortunata carriera come modella. Ed è come se il destino giochi con Lee, portandola prima dietro e poi davanti l’obiettivo; per vederla infine scegliere – definitivamente – per la sua passione originaria. Una volontà ferma e irremovibile che la porta, nemmeno trentenne, a Parigi: qui bussa alla porta di un suo eclettico connazionale, artista dalla irrefrenabile follia creativa. Man Ray.

Il rapporto tra i due è tema di una nuova puntata di Destini Incrociati Hotel: la serie animata, ispirata al format di Giacomo Zito per Radio24, che ambienta nelle stanze e nei corridoi di un ideale albergo da sogno gli incontri che hanno segnato la storia della cultura, del costume e della società del Novecento. Svelando inediti retroscena, piccole e grandi curiosità che ci avvicinano a personaggi che hanno fatto la Storia.

Non è facile per Lee vincere le ritrosie di Man Ray, ostile all’idea di accogliere nel proprio studio un allievo. La sua tenacia, unita a una dose non indifferente di fascino femminile, riescono ad avere la meglio: la giovane diventa musa e amante del maestro, ma anche sua insostituibile compagna di avventure artistiche. Nascono così, nell’Europa illuminata dalle estrosità surrealiste, i presupposti per la maturazione della fotografia concettuale.

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La curiosità – Straordinaria la carriera di Lee Miller come fotografa: la vediamo impegnata sul fronte europeo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando firma tra l’altro i primi reportage dedicati alla scoperta dei campi di concentramento di Buchenwald e Dachau. Ma lo scatto più famoso del periodo la vede dall’altra parte dell’obiettivo: è il giornalista di Life  David E. Scherman a immortalarla a Monaco nella vasca da bagno che fu di Hitler. In una immagine divenuta leggendaria.