Arte da toccare. Per vincere il buio

7 Ottobre 2013


L’arte parla all’anima e al cuore. Ma per farlo passa dallo sguardo, da sempre canale privilegiato per stabilire un contatto diretto tra la creazione e il suo destinatario finale. Un rapporto esclusivo e apparentemente ineludibile, che nelle sue dinamiche finisce inevitabilmente per escludere chi è costretto a vivere al buio. È possibile portare la meraviglia dell’arte anche agli ipovedenti? Una sfida affascinante, che si può vincere.

Nasce dall’incontro tra Enel Cuore Onlus e l’Istituto Nazionale Pro Ciechi il progetto A spasso con le dita, felice incontro tra didattica e solidarietà documentato in esclusiva dalle telecamere di Sky Arte HD. La magia dell’arte esce dalla pura dimensione contemplativa e viene restituita alla sublime meccanica dei processi che la rendono possibile: perché un’opera ”si fa”, prima di essere vista. Con il coinvolgimento totale ed esperienziale di tutti i cinque sensi.

Nascono così libri e tavole da leggere con le dita, trasformando le asperità e le forme date alla carta in un coinvolgente flusso narrativo. Storie da toccare e accarezzare, nelle quali tuffarsi a capofitto: un’avventura che vede coinvolti ragazzi vedenti e non vedenti, insieme per un processo didattico che annulla le barriere dell’handicap e dimostra tutta la forza propulsiva dell’arte. Unico linguaggio veramente trasversale, capace di arrivare con la propria energia davvero a chiunque.

Il documentario realizzato da Sky Arte HD testimonia uno straordinario percorso creativo, condotto da artisti di livello assoluto. A lavorare per A spasso con le dita l’illustratore Lorenzo Terranera – noto al grande pubblico per aver firmato la sigla animata di Ballarò  – e il produttore teatrale Dario Moretti; ma anche Arianna Papini, direttore artistico della casa editrice Fatatrac e lei stessa apprezzata illustratrice.

La curiosità – Può un pittore essere non vedente? Una risposta positiva arriva dalla Turchia, dove gli scienziati delle università di Harvard, Toronto e Gerusalemme studiano da anni l’incredibile caso di Esref Armagan, cieco dalla nascita, in grado di disegnare e creare quadri naif. Imprime sulla tela piccoli solchi con uno speciale stilo usato per scrivere in caratteri braille, poi stende i colori direttamente con le dita: stupefacente la sua capacità di costruire precise scatole prospettiche.