Aspettando Messi e Mueller. Con Buffa

10 Luglio 2014


Le lacrime di Neymar e, con le sue, quelle di un’intera nazione o il morso di Suarez alla spalla di Chiellini? Il tuffo con cui Van Persie riporta sulla terra le galattiche furie rosse spagnole o l’orgoglio dell’Algeria, che rispetta il digiuno del Ramadan eppure corre sul campo con energia doppia rispetto agli avversari? E poi le alchimie dello stratega Van Gaal e il record stratosferico di Klose, gli Stati Uniti finalmente sedotti dal soccer e il tonfo dello zar Fabio Capello: per cosa ricorderemo l’edizione 2014 dei Campionati del Mondo di calcio?

In attesa che allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro si consumi l’atto finale del torneo – con l’eterna affascinante sfida tra Argentina e Germania – riavvolgiamo il nastro della memoria e lasciamoci suggestionare dalle Storie Mondiali di Federico Buffa. Un tuffo nell’emozione, un viaggio a puntate negli aneddoti e nelle situazioni che hanno reso indimenticabili le precedenti edizioni di una delle rassegne più amate e seguite.

Un affabulatore nato Buffa, storyteller dotato della straordinaria capacità magnetica di catturare l’attenzione del suo pubblico, portandolo su un ottovolante di emozioni fortissime. Quelle che hanno visto protagonista la nazionale italiana – dall’epica semifinale del 1970 contro i tedeschi fino ai trionfi di Madrid e Berlino – ma anche quelle che hanno consacrato il mito di figure entrate di diritto nella Storia dello sport: Pelé, Maradona, Ronaldo, Zidane.

Ma i novanta minuti di una partita di pallone sono solo una parentesi: attorno allo stadio, sempre e per sempre, scorre la più febbricitante quotidianità. Con le piccole storie di ognuno a intrecciarsi con la grande Storia collettiva. E così Buffa trasforma l’occasione offerta dai Mondiali per ricordare, anno per anno, chi eravamo: passando dalle tensioni nell’Argentina dei colonnelli alle reazioni d’orgoglio nell’Italia degli Anni di Piombo, tra sete di riscatto e voglia di emancipazione.

La curiosità – Ha dell’incredibile il record aggiornato da Miroslav Klose, che con sedici reti in quattro edizioni disputate diventa il giocatore con il maggior numero di gol nella fase finale di un Mondiale. Probabilmente impossibile tentare l’assolto al primato di Just Fontaine: le tredici marcature che lo rendono il quarto giocatore più prolifico di tutti i tempi sono state messe a segno tutte in un’unica edizione. Quella del 1958.