Atmosfere surreali per un inedito Don Giovanni

24 gennaio 2013


Un bosco sospeso nel tempo, offuscato da inquieti echi espressionisti; una fermata dell’autobus, improvvisata agorà dove si incontrano e si scontrano, si odiano e si amano personaggi frizzanti, brillanti, assolutamente bizzarri. La licenza poetica di una regia che gioca sul tema del sogno, incubo dichiaratamente lisergico di protagonisti attualizzati con coinvolgente irriverenza. Non è il solito Don Giovanni quello firmato da Claus Guth. Versione shock del capolavoro di Mozart.

Eccentrico ed estroverso l’eroe di una delle opere più amate di tutti i tempi, al pari della sua splendida spalla: quel Leporello entrato di diritto nella storia del costume. Nella versione firmata da Gluth per il Festival di Salisburgo, i caratteri esagerati di entrambi sono ulteriormente accentuati, stressati, portati all’eccesso di un crescendo tragicomico che ha sedotto e conquistato pubblico e critica.

Sublime la partitura ideata dal genio eclettico e inarrivabile di Mozart, esaltata all’ennesima potenza dalla performance di interpreti semplicemente perfetti. Autorevole la bacchetta del francese Bertrand de Billy, chiamato a dirigere l’Orchestra Filarmonica di Vienna; magnifica la prova, nel ruolo di Don Giovanni, del giovane tenore Christopher Maltman, considerato uno tra i migliori interpreti del repertorio operistico mozartiano.

Il cast annovera nomi di livello assoluto: l’ucraino Anatoli Kotscherga nella parte del Commendatore, la splendida Annette Dasch nel ruolo di Donna Anna; il Don Ottavio Matthew Polenzani e Dorothea Röschmann, una travolgente Donna Elvira. Ma soprattutto Erwin Schott, forse il Leporello più amato degli ultimi anni: interprete dal timbro vocale unico, e dalla irraggiungibile abilità come caratterista.