Augusto. Il mondo ai piedi di Roma

4 Dicembre 2013


È stato uomo d’azione, stratega geniale e risoluto condottiero. Ma anche accorto personaggio politico, scaltro nel riconoscere trappole e insidie, cinico il giusto nell’anteporre a qualsiasi decisione il bene della nazione. Un principe ante litteram – in senso machiavellico, naturalmente! – giustamente premiato da quella stupenda combinazione di sorte e audacia che ne ha fatto il primo imperatore della più grande potenza dell’antichità. Roma.

Le Scuderie del Quirinale celebrano il bimillenario della morte di Augusto con un evento stupefacente, documentato grazie alle telecamere di Sky Arte HD. Cronache incise nel marmo e forgiate nel bronzo quelle che vanno in scena con una nuova puntata di Grandi Mostre, la serie che passa in rassegna i più importanti appuntamenti con l’arte nel nostro Paese. Scegliendo, questa settimana, di evocare uno tra i periodi di maggiore potenza dell’Urbe.

Era dal 1937 che la Capitale non indagava una delle figure fondamentali per la creazione del suo mito di Città Eterna. Lo fa oggi con circa duecento pezzi in arrivo dai principali musei d’Europa; con busti e fregi, ritratti e scene di gruppo che esaltano la figura del princeps . Partendo dal severo e maestoso brano di statua equestre restituito dalle acque dell’Egeo ed oggi al Museo di Atene.

La mostra non si sofferma solo sull’arte celebrativa e “di Stato”, ma sa guardare in modo approfondito alla maturazione di uno stile che, sotto Augusto, influenza i più disparati ambiti della creatività. Da qui gli straordinari scenari bucolici dei rilievi Grimani, ma anche la ricchissima collezione di argenti rinvenuti a Boscoreale e i diversi esempi di traduzione plastica del mito. Partendo dal gruppo dei Niobidi, magnifico esempio di sintesi tra cultura romana e modelli ellenistici.

La curiosità – Un imperatore artista, Augusto: grande letterato. Le fonti antiche ci parlano della sua vena di scrittore in prosa e in versi, anche se non resta molto della produzione. Se non un poema in esametri dedicato alla Sicilia ed una serie di epigrammi; oltre naturalmente alle sue Res Gestae , epigrafe a metà strada tra il racconto autobiografico e il testamento politico.