Bang! Boom! Quando la cronaca è a strisce

6 Febbraio 2013


Esaltano, da sempre, l’eroismo più sfrenato; entusiasmando e intrigando, raccontando storie fantastiche, spesso collocate ben oltre il limite del possibile. Ma sanno essere anche inedito strumento per fare cronaca, veicolando messaggi di intenso realismo a un pubblico molto più trasversale di quello raggiunto dai tradizionali canali di informazione. Si verifica una piccola rivoluzione della comunicazione quando I fumetti vanno alla guerra.

Un documentario inedito e profondo quello girato da Mark Daniels, a caccia di autori che hanno saputo mettere i comics a servizio della ricostruzione storica più fedele, ma anche del puro e più immediato racconto del presente. Un catalogo di volti e parole che si apre incontrando Joe Sacco, figura che più di ogni altro ha saputo incidere un segno profondo nella storia del genere. Inventando quello che, a tutti gli effetti, è il “giornalismo a fumetti”.

Tutto è cominciato, vent’anni fa con “Palestina”, primo esperimento di “cronaca a strisce” condotto da Sacco, volontario al seguito delle truppe ONU chiamate a presidiare la caldissima situazione della striscia di Gaza. Un’esperienza seminale, da cui germinano uno dopo l’altro progetti sempre più articolati: raccontati con ritmo serrato e avvincente dalla viva voce dei protagonisti.

Si passa senza soluzione di continuità dal “To Afghanistan and back” di Ted Rall al manga atomico con cui Keiji Nakazawa racconta la sua infanzia ad Hiroshima; toccando poi le recenti missioni internazionali in Iraq e finendo per imbattersi nell’Iran della rivoluzione khomeinista di Marjane Satrapi, illustrato nel graphic novel “Persepolis”. Felicemente trasposto in un premiatissimo cartone animato.