Battiato, Mannoia, Brondi. Tre voci italiane

26 Maggio 2014


Un poeta e filosofo, acuto e profondissimo nelle sue espressioni concettuali, rivoluzionario ed eccentrico nella scelta di armonie spiazzanti, anticipatrici di stili e mode. Una grandissima interprete, musa per i più grandi chansonnier del nostro Paese, voce cui riconosciamo il merito di aver reso immortali brani di struggente bellezza. E l’irruente, dolorosa tenacia di una giovane promessa. Tre modi diversi di interpretare la musica per una serata che, su Sky Arte, celebra le star della scena italiana.

Si parte con il maestro Franco Battiato, magnetico nell’attrarre su di sé l’attenzione del pubblico dell’Arena di Verona. Cornice spettacolare per uno tra i concerti recenti più emozionanti dell’artista siciliano, per l’occasione accompagnato da un mostro sacro della musica internazionale: Antony Hegarty, che pone al servizio del cantautore la sua voce lunare, proponendo pezzi da pelle d’oca.

Per lei hanno scritto Vasco Rossi ed Enrico Ruggeri, Adriano Celentano e Ivano Fossati. Ma nel suo cuore ha un posto tutto speciale l’indimenticabile Lucio Dalla: amico prima che collega. Fiorella Mannoia omaggia la memoria del cantautore bolognese con A te , serata in cui propone un vero e prorpio greatest hits del grande Lucio. Dalla romantica Anna e Marco  alla potente Milano , fino all’immancabile Caruso .

La serata si chiude con colui che, secondo critica e pubblico, rapprersenta il futuro della nostra canzone d’autore. Un futuro che è già presente. Già vincitore, giovanissimo, del premio Tenco, Vasco Brondi – alias Le luci della centrale elettrica – torna sulle scene con un nuovo album. Del quale ci propone sonorità e suggestioni, come nel suo stile giocate sulla tensione tra dolcezza e amarezza. Inni per una generazione divisa tra le ansie del futuro e il rifiuto del passato.

La curiosità – All’epoca li chiamavano “cascatori”: Luigi Mannoia, padre di Fiorella, è stato uno tra i più importanti stuntman italiani. Un’attività cui, come nella migliore tradizione, ha provato ad avvicinare anche i figli: la futura cantante compare come controfigura di Lucia Mannucci in diversi spaghetti western della fine degli Anni Sessanta.