Because the night belogs to… Patti

14 Febbraio 2013

Patti Smith

Un’anima ribelle, che incanta e seduce grazie ad una voce straordinaria: caldissima e ammaliante, ma al tempo stesso graffiante, incisiva. Dolce e al tempo stesso amarissima, immagine ideale del duplice volto di una vita che ha alternato, in parti rigorosamente uguali, dolori e passioni, amore e sofferenza. Sullo sfondo di un’America estrema e disperata. Con Patti Smith – Dream of Life si entra nell’universo di una regina del rock.

Madre tenerissima e performer scatenata, poetessa raffinata e attenta fotografa; in Patti Smith trovano una sintesi perfetta i mille volti e le infinite sfaccettature dell’essere donna. E artista. Più che un semplice documentario quello realizzato da Steven Sebring, prima e felicissima vittima del fascino magnetico della rocker: un vero e proprio atto d’amore. Che restituisce l’immagine fedele di una figura determinante per l’evoluzione della cultura underground.

Inevitabili le immagini rubate durante i backstage dei concerti, al pari di quelle registrate durante le sue incendiarie performance dal vivo; ma la dimensione della cantautrice passa presto in secondo piano, cedendo il passo a un ritratto che supera l’immagine stereotipata dell’artista di fama mondiale. Svelando intime profondità, mature visioni della vita e del mondo. Una narrazione lirica, di rara empatia: capace di convincere le severe giurie del Sundance Festival e della Berlinale.

Più che un documentario “su” Patti Smith, dunque, un film “con” lei. Una chiacchierata in musica che spazia dal ricordo di Allen Ginsberg alla passione per l’Italia, patria della lirica ma anche di Fabrizio De André, inatteso punto di riferimento per l’artista americana; cullati nelle spire melodiche di uno straordinario flusso di coscienza si incontrano le eteree suggestioni di Philip Glass e il vigore degli Who. Per un ritratto mai così fedele.