Beethoven. Il concerto definitivo

16 maggio 2013


Un tempio assoluto della classica internazionale. Un solista di livello impareggiabile. Le pagine immortali del più grande compositore romantico. Un evento straordinario va in scena su Sky Arte HD: nella cornice della Filarmonica di Vienna il magnifico Rudolf Buchbinder torna a interpretare i concerti di Ludwig van Beethoven, prova che segna il punto più alto di una straordinaria carriera nel mondo della musica.

Un ritorno a casa per il pianista di origini ceche, che a Vienna si è formato, e che ha accompagnato proprio gli orchestrali della Filarmonica in lunghe tournée in giro per il mondo. Riscuotendo, ovunque, i più ampi consensi. Una tecnica straordinaria quella di Buchbinder, quasi influenzata dall’altra sua grande passione: la pittura. Un interprete eccezionale, che sa dare ad ogni partitura toni e coloriture di spiccata e geniale originalità.

“Il più ammirevole, il più singolare, il più artistico e difficile di tutti quelli che Beethoven ha scritto”. Così le cronache del tempo celebrano il Concerto n° 4 per pianoforte e orchestra in Sol maggiore: partitura mirabile, composta nel periodo in cui l’artista lavora alla prima versione del Fidelio  e alla Quinta Sinfonia. Non un caso, allora, l’abbraccio sensuale tra la melodia quasi cantabile del pianoforte e l’intera orchestra, nella costruzione di una rinnovata armonia.

Una partitura rivoluzionaria: sia per la mirabile costruzione del rapporto tra solista e orchestra, dunque; ma soprattutto perché vede per la prima volta nella storia l’entrata del pianoforte solo, che anticipa l’ingresso degli altri strumenti. Da una pagina di straordinario equilibro alla summa dell’intero percorso del compositore: nel Concerto n°5 in Mi bemolle maggiore, l’ultimo scritto in carriera, Beethoven riprende e rinfresca i temi musicali che lo hanno accompagnato nel corso degli anni. Arrivando a tracciare un’opera definitiva.

La curiosità – Rudolf Buchbinder è l’unico pianista ad aver mai registrato l’integrale della Vaterländischer Künstlerverein, antologia che raccoglie 50 variazioni su un valzer di Anton Diabelli, ognuna composta da un diverso autore. Da Beethoven a Schubert; da Franz Xaver Mozart, figlio del geniale Amadeus, fino a Liszt: che scrisse la propria partitura a soli dodici anni.