Beethoven: il trionfo del Romanticismo

10 Gennaio 2013


Pochi brani musicali hanno saputo entrare così a fondo nell’immaginario collettivo come il travolgente Inno alla gioia , inserito nel movimento conclusivo dell’ultima, definitiva e monumentale sinfonia composta da Ludwig van Beethoven. Una pagina indimenticabile, esempio più alto del romanticismo; un classico per antonomasia, che risuona su Sky Arte HD in una esecuzione semplicemente perfetta.

In pedana Christian Thielemann, tra i direttori d’orchestra più stimati in attività. Alla sua bacchetta l’onore di dirigere gli eccelsi orchestrali della Wiener Philhrmoniker, forse la più raffinata e apprezzata istituzione musicale al mondo. Un incontro meraviglioso, complice la stupefacente cornice del Musikverein: la sala per concerti della capitale austriaca, vero e proprio regno della classica, è testimone di una performance che resterà nella storia.

Anche grazie al carattere e alle eccezionali doti vocali dei solisti, chiamati a guidare il coro del Wiener Singverein nel momento più alto dell’intera sinfonia: naturalmente l’Inno alla gioia , musicato da Beethoven su testo di Friedrich Schiller. Eccelsa la giovane soprano Annette Dasch, fresca del successo nel “Lohengrin” che ha inaugurato l’ultima stagione della Scala di Milano; intensi il tenore Piotr Beczala e il basso Georg Zeppenfeld.

Potente e insieme delicatissima, struggente ed energica:  la nona Sinfonia è pura emozione. Punto più alto raggiunto da un genio assoluto della classica, che alla stesura del proprio capolavoro lavoro, pur a fasi alterne, per almeno dieci anni; rielaborando continuamente, ideando e correggendo spunti di enorme freschezza compositiva. Fino al trionfo di una melodia senza tempo.