Bernstein e Mahler. Giganti a confronto

20 Settembre 2013


Difficile che il nome di un direttore d’orchestra o un solista si leghi a quello di un compositore in modo più profondo. Non si sono mai conosciuti in vita, ma è come se l’uno avesse scritto appositamente per l’altro: le più sublimi pagine del repertorio di Gustav Mahler vengono esaltate nell’interpretazione data da Leonard Bernstein, tra le più versatili e importanti bacchette del Novecento. Profondo estimatore dell’opera di Mahler: a partire da Il canto della terra.

Una “non-sinfonia”: partitura per voci e orchestra scritta da un compositore ormai anziano, forma di testamento musicale che arriva dopo l’ottava  sinfonia inserita nel suo catalogo ufficiale. Pagine innovative, per forma e contenuti armonici, migliore epilogo di una parabola artistica all’insegna della sperimentazione, dell’incontro tra i registi più elevati e quelli invece di estrazione popolare. Una tendenza che lo consacra come figura chiave per l’ingresso nella contemporaneità.

La prima volta a Vienna nel 1966. La seconda, pochi anni dopo, a Tel Aviv. Delle due leggendarie registrazioni de Il canto  dirette da Bernstein, Sky Arte HD sceglie di proporre quest’ultima. Un momento di inarrivabile spessore: la partitura è letta con tale armonia da sortire effetti che evocano l’empatia della musica da camera più che le complessità orchestrali. Una performance magnifica, supportata dall’estro di due solisti d’eccezioni.

Voci che hanno fatto la storica della lirica per intonare Il canto  di Mahler. Da un lato il tenore tedesco René Kollo, stimato protagonista sui palcoscenici del Metropolitan di New York e del festival wagneriano di Bayreuth; dall’altro la mezzosoprano Christa Ludwig, tra le voci più incredibili del Ventesimo Secolo. Dotata di un’estensione prodigiosa, capace di interpretare ruoli da soprano puro con la stessa autorevolezza che ha dimostrato nell’esecuzione di lieder.

La curiosità – Se quello tra Leonard Bernstein e Mahler è stato un rapporto speciale altrettanto di può dire del legame tra il compositore e Christa Ludwig. Che si esibisce per l’ultima volta alla Scala di Milano nel 1992, quasi settantenne, proprio interpretando sotto la direzione di Riccardo Muti alcuni lieder del maestro.