In bici con Bill. Nella Grande Mela

26 novembre 2014


Ha cominciato a farlo quarant’anni fa e non ha mai smesso. Nonostante il traffico sia aumentato in modo vertiginoso e alle romantiche scoppiettanti Oldsmobile si siano sostituiti roboanti SUV formato astronave; nonostante i tempi abbiano sostituito alla sua amata reflex, ovunque nel mondo, lo scatto digitale degli ultimi ritrovati della tecnologia. Nonostante tutto lui, Bill Cunningham, resta un puro. Come pura resta la sua New York.

Con Bill Cunningham – New York il regista Richard Press ci regala un duplice ritratto: quello di uno tra i reporter più eccentrici, curiosi e affascinanti del nostro tempo. E quello della sua musa, la Grande Mela: città che non dorme mai e regala sempre, in ogni momento, grandi emozioni. Quelle che Bill, instancabile, cerca scorrazzando per Manhattan in sella alla sua inseparabile bicicletta, mosca bianca che sibila imprendibile nel caos di Downtown.

Nasce come artigiano che confeziona cappelli, anche per Ginger Rogers e Marilyn Monroe; passa poi dalla matta fatta e confezionata quella raccontata: non c’è sfilata, a New York, che non lo veda svolazzare attorno alla passerella, lucido e impietoso cronista che sa promuovere o bocciare con il semplice infallibile correre del dito sul pulsante del click. Come ci spiegano, concedendo interviste esclusive, i vari Anna Wintour, Michael Kors, Tom Wolfe.

Un stile unico, semplice, istintivo quello di Cunningham: che frequenta i trend setter più raffinati del momento vestendo logore giacche da operaio o improbabili poncho rabberciati con strappi di nastro adesivo. Smitizzando con la propria contagiosa umanità l’allure di elitarismo che avvolge il mondo della moda, riducendo tutto alla sua essenza, alla sua anima: al genio e all’estro di donne e uomini che creano, costruiscono. Con lui. Come lui.

La curiosità – È il 2002 quando Brooke Astor, erede di uno tra i più grandi imperi economici degli Stati Uniti, spegne la bellezza di cento candeline. Party esclusivo per lei, vedova di un discendente del primo multimilionario americano: vietatissimo alla stampa. Con una sola eccezione: quella di Bill Cunningham.


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