Bob Geldof, quando la musica si vede

21 Novembre 2012


Sono stati i Beatles con “Help” o gli ABBA con “Waterloo”? Oppure, ancora, i Queen di “Bohemian Rapsody”? Difficile, se non impossibile, individuare il primo videoclip della storia, linguaggio che ha rivoluzionato il modo di conoscere e concepire il pop. Difficile, se non impossibile, raccontare del rapporto tra musica e immagine senza chiamare in causa Bob Geldof, figura geniale e visionaria, sempre un passo avanti. Protagonista di una nuova puntata di Video Killed The Radio Star

La star a tu per tu con il regista David Mallet: una chiacchierata che ripercorre il sentiero intrapreso dai suoi Boomtown Rats verso il passaggio dai semplici video promozionali ai veri e propri videoclip. Possibilità creative uniche, l’esplorazione di nuovi media e nuove espressioni: dal rivoluzionario “She’s so modern” fino all’esplosione di internet Geldof e compagni hanno segnato il passo nel campo della sintesi tra musica e immagine.

Una personalità così attenta a recepire e metabolizzare le innovazioni non può non essere altrettanto acuta quando si tratta di leggere e interpretare la società in cui è immersa. Geldof lega il proprio nome all’esperienza del Live Aid e ad altre campagne umanitarie di impatto globale: porta la sua firma il singolo“Do They Know It’s Christmas Time?”, che permette in appena un anno di raccogliere e devolvere a sostegno dell’Etiopia fiaccata dalla carestia 8 milioni di sterline.

Il Geldof “cronista”, narratore del mondo, è anche quello che svela a Mallet e al pubblico di Sky Arte HD i retroscena della nascita di “I don’t like Mondays”, il brano più noto e apprezzato dei suoi Boomtown Rats. Ispirato ad un tragico fatto di cronaca, triste antesignano di drammi come la strage di Columbine, ovvero l’inspiegabile e terribile sparatoria innescata a scuola da una giovane studentessa americana.