Raiz. Oltre gli Almamegretta e la musica

4 Febbraio 2015

Rino Della Volpe, in arte Raiz, voce e leader degli Almamegretta

Gennaro Rino Della Volpe: chi è costui? Potrete anche non averlo mai sentito chiamare con il nome di battesimo, ma siamo certi che conoscete già l’artista al centro della puntata odierna di Bonus Track: Raiz. Conosciuto, soprattutto, per l’essere stato – e tornato a essere – voce e leader degli Almamegretta. Gruppo da cui si è tenuto lontano per circa dieci anni, dal 2003 al 2014, per intraprendere la carriera solista e non solo. Stasera lo stesso Raiz ci racconterà quali altre passioni artistiche, meno popolari presso il grande pubblico, ha coltivato nel corso della sua vita.

Già a livello musicale, quando Raiz decide di mettere in pausa gli Almamegretta – mantenendo ottimi rapporti con gli altri membri – intraprende tutta una serie di collaborazioni tanto prestigiose quanto variegate: Pino Daniele e Asian Dub Foundation, ma anche Massive Attack e Stewart Copeland, ex batterista dei Police, con cui collabora a un esperimento… sulla taranta salentina, sì.
Fuori dall’ambito artistico che gli è proprio, Raiz ha partecipato alla realizzazione di un film come attore (Cuore scatenato, western siciliano di Gianluca Sodaro) e compositore della colonna sonora (Luna rossa, di Antonio Capuano).

Nel teatro lo vediamo poi prender parte all’opera Brecht’s Dance – La danza del ribelle, messa in scena dai Cantieri Teatrali Koreja, definitiuna delle formazioni che più ha fatto per la nascita di una scena al Sud d’Italia. Dalle collaborazioni musicali menzionate prima, dovreste aver già intuito che non c’è da sorprendersi, se anche in questo caso troviamo il nome di Raiz accostato a generi musicali “sintetici”, quale la drum’n’bass che introduce il personaggio Baal sulla scena. Eppure, all’interno dell’opera trovano spazio – e un’armoniosa collocazione – anche le sonorità tipiche dell’arte di Raiz.

Mentre preparavo le musiche di questo spettacolo ero a Londra e mi capitava di pensare a Brecht e a come dovevano colpirlo certe sonorità, magari quelle ascoltate in un locale di Berlino, mentre beveva qualcosa con gli amici. Così è stato naturale far convergere le musiche di Kurt Weill nel dub e nella techno, ha spiegato in una nota lo stesso autore.

La curiosità – Raiz ha visto nel teatro la possibilità di esplorare identità diverse, anche rispetto a quella di musicista, che gli ha dato la notorietà: Mi affascina l’idea di diversificarmi, ha confessato.