Brando e Mitchum. Facce da duri

16 Ottobre 2014


L’infanzia scapestrata, le espulsioni dalle scuole, l’assenza della figura paterna o il rifiuto della sua autorità; l’incapacità cronica di vivere secondo gli schemi prefissati dalla società: l’urgenza irrefrenabile di esprimersi per ciò che si è, contro tutto e contro tutti. L’allergia al compromesso, l’assoluta totale insofferenza alle regole. E quel volto, quell’espressione che ha reso entrambi due mostri sacri della settima arte.

Sky Arte HD dedica una serata a due tra i più importanti attori che la fabbrica dei sogni abbia mai conosciuto; due incorreggibili furfanti del grande schermo, da sempre e per sempre legati al ruolo del duro, del fuorilegge, del bad guy  tanto caro alla mitologia hollywoodiana. Il primo file ad essere aperto è quello dedicato al leggendario Robert Mitchum, sguardo beffardo e carattere indomabile, una carriera costruita sul lato oscuro del cinema.

Che si muova armato di colt e winchester nelle praterie del vecchio West o sfili come un’ombra tra i gangster di Chicago un dato è certo: Mitchum è sempre pronto a cacciarsi nei guai! Tante e tanto convincenti le sue interpretazioni nei panni dell’antieroe da renderlo un vero e proprio “cattivo per antonomasia”, figura dal fascino assoluto; che sembra esorcizzare sul set le contraddizioni di una vita scapestrata.

Un uomo difficile, Robert Mitchum. Certo non più semplice Marlon Brando: è lui l’altro protagonista di questa serata dedicata ai grandi ribelli del cinema. Dalla parte del violento e senza cuore Stanley Kowalski in Un tram chiamato desiderio  fino a quella del folle colonnello Kurtz in Apocalypse Now , ripercorriamo una carriera segnata da ruoli intensi e mai banali, inscritti a caratteri indelebili nella Storia.

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La curiosità – Quella cella la riconosco! Nel 1962 Robert Mitchum interpreta nel film Il promontorio della paura  la parte del galeotto: il set di trova a Savannah, in Georgia, dove l’attore era stato arrestato adolescente, trent’anni prima, per vagabondaggio. E condannato ad una settimana di lavori forzati.