Brutti, sporchi, cattivi. E così affascinanti!

19 febbraio 2014


Che cos’è la verità? Una dimensione provata, concreta, circoscrivibile? Oppure un terreno fluido, dove la realtà è davvero aumentata dalla nostra capacità di percezione, dal sesto senso, dall’interazione con sostanze e situazioni che influiscono sulla capacità di giudizio? “Il giornalismo oggettivo è una delle ragioni principali per cui ai politici americani è stato permesso di essere tanto corrotti e tanto a lungo. Non si può essere oggettivi su Nixon” . Così parlò Hunter Thompson, tra gli eroi della serata che Sky Arte HD dedica alle figure più controverse del Sogno Americano.

Giornalista e scrittore, appassionato di musica e sport, gran bevitore e frequentatore di ogni tipo di droga: Thompson è l’inventore del cosiddetto stile gonzo , modo di restituire la notizia che si fonda su un mix inscindibile tra verità provata e interpretazione personale. Il suo mito rivive in Politicamente scorretto, docufilm firmato dal premio Oscar Alex Gibney. Che ripercorre, con la complicità dell’amico Johnny Depp, le tappe della carriera di una leggenda dell’anticonformismo.

Memorabili i reportage di Thompson apparsi dalla fine degli  Anni Sessanta su Rolling Stone , al pari delle sue stralunate inchieste legate alla sfida elettorale tra Nixon e McGovern. In capolavori come Paura e disgusto a Las Vegas  (poi tradotto per il grande schermo da Terry Gilliam), si respira il senso profondo del ruolo messianico dello scrittore: il primo a gridare al mondo, senza essere veramente ascoltato, la falsità del mito di un benessere destinato di lì a poco a presentare un conto terribile.

Nella serata di Sky Arte l’omaggio a Thompson precede quello a un altro grande antieroe americano. Il senso di fastidio e irrequietezza nei confronti di una società profondamente contraddittoria nasce infatti con Jack Kerouac e la Beat Generation: sono i testimoni di quella grande stagione a evocare l’esperienza creativa di una figura determinante per l’evoluzione della scena culturale internazionale.

La curiosità “Era il mio migliore amico. Volevo che i suoi desideri fossero esauditi” . Così Johnny Depp ha motivato il senso dello strepitoso funeral party che, nel 2005, ha dato l’estremo saluto ad Hunter Thompson, morto in circostanze misteriose – mai del tutto chiarite le dinamiche di quello che è stato rubricato come suicidio – nella sua casa di Aspen. Al culmine della festa le ceneri del giornalista sono state sparate in aria con un cannone, spargendosi nell’atmosfera.