Bulli e pupe tra Rio e Saint Tropez

1 Luglio 2014


C’è chi per andare in vacanza macina chilometri. E chi sale sulla macchina del tempo. Sky Arte HD ci accompagna per mano ne Le mitiche estati degli Anni ’60, svelando i segreti delle più esclusive e affascinanti località del turismo internazionale. Spiagge leggendarie, popolate da autentiche  icone di stile; atmosfere uniche, fotografia spensierata di una stagione che ha segnato in modo marcato l’evoluzione del costume, della cultura e della società dello spettacolo.

Destinazione Rio de Janeiro. Nasce il mito di Copacabana, la lunga striscia di sabbia che brilla sotto lo sguardo severo ma bonario del Cristo Redentore; nelle lussuose sale del Copacabana Palace, primo grand hotel del continente sudamericano, si vivono esotiche storie galanti. A ricordare quei giorni fantastici i musicisti Tania Maria e Bebel Gilberto, protagonisti di una colonna sonora costruita sui ritmi sensuali della bossa nova.

Ci spostiamo, a seguire, dall’altra parte dell’Oceano. Non poteva non cominciare da un’intervista a Peppino Di Capri l’episodio della serie dedicato a uno dei luoghi simbolo del Vecchio Continente: siamo nel 1962, con le radio e i juke-box esplodono sotto il ritmo di St. Tropez twist . Un inno generazionale, che contribuisce ad alimentare il mito di una località da sogno, simbolo di spensieratezza e joie de vivre .

Paesaggi straordinari, acque cristalline: già un pittore del calibro di Matisse si era accorto dello splendore di Saint Tropez, eleggendo l’allora placida località della Costa Azzurra a magnifico studio a cielo aperto. Poi arriva la stagione del turismo più glamour, arrivano i vip e gli yacht, le bellissime del cinema e gli inguaribili playboy. È l’epoca della conturbante Sylvie Vartan e del tenebroso Johnny Hallyday. Ma è, soprattutto, l’epoca di BB.

La curiosità – Vegetariana fin dai primi Anni Sessanta, in prima fila nelle campagne animaliste: Brigitte Bardot si svincola da sempre dall’immagine della star capricciosa e indifferente a ciò che la circonda. Ha fondato nel 1986la Fondazione che porta il suo nome e che si occupa di diritti degli animali: un impegno che, all’epoca, finanziò con i tre milioni di franchi raccolti mettendo all’asta gioielli ed effetti personali.