Caccia al ladro tra i canali di Stoccolma

28 gennaio 2013


Una manciata di minuti per entrare in azione: disarmare le guardie, afferrare le opere, bloccare con auto date alle fiamme ogni via d’accesso all’area, creare il caos in un traffico già congestionato dalla corsa frenetica agli acquisti di Natale. Bloccare così la polizia, che ci mette tre quarti d’ora a raggiungere il luogo dell’accaduto. Quando ormai è troppo tardi. Un colpo da maestri quello che nel 2000 vede rubare dal Museo Nazionale di Stoccolma tre capolavori assoluti.

Sky Arte HD vola in Svezia per una nuova puntata de L’arte del furto, la serie che indaga i più incredibili colpi ai danni di musei e collezioni. E che svela le inchieste e le strategie per arrivare a restituire, alla collettività, opere che sono patrimonio dell’umanità. Shock a Stoccolma: l’assalto al museo avviene a ridosso del Natale del 2000, e vede la sparizione di due preziosissimi Renoir ed un meraviglioso Rembrandt. La città è indignata, la polizia brancola nel buio.

Ma non tutto è perduto. Perché nessun crimine è realmente perfetto: e basta un semplice errore per mandare a monte anche il piano più articolato. È consideratala Veneziadel nord, Stoccolma: e la fuga dei ladri non può non avvenire via barca, attraverso un dedalo di canali che permette agevolmente di far perdere le proprie tracce. Non, però, se si acquista un motoscafo pochi giorni prima del colpo. Seminando una scia di prove.

Decisamente sospetti quegli acquirenti, ben poco loquaci e dai modi bruschi: ossessionati dalla necessità di avere garanzie circa l’affidabilità di un mezzo che deve, assolutamente, poter funzionare anche alle bassissime temperature dell’inverno svedese. Richieste troppo pressanti, che inducono al sospetto: innescando la reazione delle forze dell’ordine. Per una caccia al ladro dai ritmi serrati.