Caetano Veloso e Gilberto Gil: ’68 alla carioca

10 Ottobre 2013


Il Maggio Francese e la Primavera di Praga, le rivendicazioni della comunità afroamericana e le proteste contro la guerra del Vietnam; personalità come Alexander Dubček e Martin Luther King. Figure simbolo di una rivoluzione culturale e sociale che ha cambiato il mondo. Facendo del 1968 una data iconica: semplicemente, per tutti, il Sessantotto. Un’onda di rinnovamento arrivata, con tutte le sue contraddizioni, anche in Brasile.

Un documentario unico quello firmato da Marcelo Machado, film-maker cresciuto alla scuola di Fernando Meirelles. Che partecipa, in veste di produttore esecutivo, all’eccezionale Tropicália, cronaca di una reazione all’opprimente governo dei colonnelli che all’epoca reggeva la più grande e importante nazione del continente sudamericano. Un’ansia di cambiamento nata nelle università. Ma anche, parallelamente, in seno alla frizzante scena artistica locale.

Rio de Janeiro: tra il 1967 e il 1969 emerge una nuova generazione di musicisti, che trasforma la bossa nova tanto in voga in un genere nuovo di nome… e di fatto! Machado incontra Gilberto Gil e Caetano Veloso, insieme a loro i protagonisti e i testimoni di quella brevissima ma straordinaria stagione. Sono gli anni in cui i ritmi latini abbracciano il rock, in una sintesi che lega il Brasile al resto del mondo. Non senza traumi o incomprensioni.

Da una parte lo Stato, repressivo nei confronti di una freschezza che non sa comprendere e dunque tollerare; dall’altro lo stesso movimento studentesco, che osteggia il tropicalismo leggendo le influenze rock come una rima con americanismo. Gil e Veloso ricordano le tensioni di quei mesi, con l’irrefrenabile spinta creativa a scontrarsi con un ambiente ostile. Al punto da portare ad estreme e dolorose conseguenze…

La curiosità – L’accusa è quella di avere una cattiva influenza sui giovani. Capo di imputazione quasi socratico per Caetano Veloso e Gilberto Gil, arrestati nel febbraio 1969 e per mesi ospiti delle carceri brasiliane. Verranno rilasciati solo a patto di lasciare il Paese: ripareranno in Europa, portando con sé la propria musica. Esportando in tutto il mondo la loro rivoluzione…