Carlo Cracco e Ferran Adrià. Cucina d’avanguardia

12 Marzo 2014


Fissa l’asticella un centimetro sopra quella di tutti gli altri, sperimenta e si cimenta in soluzioni nuove. Mai tentate prima. Riscrivendo le regole del gioco, stabilendo standard destinati a cambiare il corso degli eventi. Questo il compito, assolutamente eroico, di chi gioca in prima linea; di chi può dire di essere all’avanguardia. In ogni campo del sapere e, a maggior ragione, nell’arte: terreno privilegiato per ogni tipo di innovazione. Al pari della cucina.

Sono due eccezionali esteti del gusto i protagonisti di una nuova puntata di Inspiring Chef, l’innovativa serie che vede Sky Arte HD raccontare il rapporto tra arte contemporanea e alta cucina; identificando i punti di contatto concettuali – ma anche tecnici! – che avvicinano ambiti apparentemente così diversi della creatività. Nella insospettabile comunione di metodi, filosofie e progettualità.

È possibile una cucina senza fornelli? Almeno quanto un atelier senza tele o pennelli! Il viaggio di questa settimana parte da Barcellona, dove il leggendario Ferran Adrià ci introduce nel suo Bullipedia Lab: il museo, in fase di realizzazione, che intende offrire al pubblico una visione eclettica e rivoluzionaria del modo di intendere il cibo. Letto nella sua più pura essenzialità, mai come in questo caso innalzato a sublime esercizio di stile. Implicita opera d’arte.

La cura e l’attenzione sono quelle della tipica bottega rinascimentale, l’estro fuori dagli schemi è invece tutto contemporaneo. Ci spostiamo a Milano per incontrare il masterchef  Carlo Cracco, che ci dimostra come anche un alimento a prima vista semplicissimo può scatenare la più straripante creatività. Basta un uovo, un umile uovo, per introdurre un racconto che nasce con le pale del Quattrocento e arriva alle gustose follie culinarie del Futurismo…

La curiosità – Uno chef… senza ristorante! È Ferran Adrià: entrato poco più che ventenne nello staff dello sconosciuto El Bulli , ne diventa in breve la guida indiscussa, trasformandolo in pochi anni in un punto di riferimento per la cucina internazionale. Nel 2010 l’annuncio della chiusura, avvenuta con puntualità il 30 luglio di due anni dopo. Non per una questione di affari, ovviamente: l’intenzione di Adrià è infatti quella di concentrarsi sulla sperimentazione di nuovi piatti, senza la distrazione del “servizio”.