Carlo Dolci, tra devozione e umanità

24 agosto 2015

Carlo Dolci

Firenze e il Seicento hanno rappresentato il contesto ideale per lo sviluppo di un’arte ineguagliabile, passata alla storia grazie a personalità complesse e geniali, spesso controcorrente. Una di queste è Carlo Dolci, illustre pittore cui è dedicato l’approfondimento in onda domani sera su Sky Arte HD, in prima visione assoluta.

È proprio il capoluogo toscano a dedicargli la straordinaria mostra ospitata nelle sale della Galleria Palatina fino al prossimo novembre, punto di partenza per l’imperdibile documentario Carlo Dolci – Devoto pittore che mette in luce non solo il suo talento, ma anche la profonda sensibilità umana. Ritenuto uno dei maggiori esponenti della pittura devozionale secentesca in ambito fiorentino, l’artista lottò per tutta la vita contro lo spettro della depressione e della paura.

La travagliata storia personale non gli impedì, però, di distinguersi tra la schiera di autori che affollavano il panorama creativo dell’epoca, scegliendo di restare fedele ai dettami del Rinascimento toscano contro l’avanzata del barocco di stampo romano. Il desiderio di preservare la purezza formale e tematica che contraddistingue la sua produzione non abbandonò mai Dolci, trasformandolo in un emblema di devozione e rigore.

Le sue Madonne col Bambino, le sue Annunciazioni e le sue sante estatiche, di una plasticità quasi assoluta, hanno fatto scuola, divenendo richiestissime addirittura in Austria, Polonia e Inghilterra. Tutta la potenza della sua arte è testimoniata dalla mostra fiorentina che, attraverso cento opere tra dipinti e disegni, svela la magistrale definizione delle sue figure e la minuziosa resa dei dettagli. Ieratici eppure delicati, i soggetti di Dolci hanno rappresentato un’insostituibile fonte di ispirazione per i tanti allievi, custodi della sua stupefacente eredità fino al Settecento.