Carlo Emilio Gadda. Un milanese a Roma

20 Maggio 2013


Metodico, preciso, lineare, rigoroso. Nella vita privata come nel lavoro. Carlo Emilio Gadda è tra i più grandi scrittori che l’Italia abbia mai conosciuto, ma resta in fin dei conti – per formazione – un ingegnere. Roma, Anni Cinquanta: esce di casa puntuale ogni mattina, attraversa piazza Cavour e infila via Cicerone, poi via Colonna; una lunga linea retta che lo porta fino alla sede RAI di piazza Mazzini, dove lavora al servizio cultura. Un tragitto da ripercorrere, oggi, sul filo della memoria.

Sulle orme dello scrittore ecco Maurizio Barletta, critico teatrale e uomo di cultura che, bambino, incrociava Gadda lungo quello stesso tragitto: ricordi, aneddoti e materiali inediti diventano il fulcro attorno cui ruota Fiamme di Gadda, il documentario firmato da Mario Sesti con cui Sky Arte HD ricorda il romanziere nel quarantesimo anniversario della scomparsa. Un viaggio intimo ed emozionante nell’universo creativo di uno tra i maggiori intellettuali italiani del Novecento.

Una figura schiva e riservata quella di Gadda, evocata grazie all’apertura di uno straordinario album dei ricordi. Quello conservato da Giuseppina Liberati, governante che ha servito l’autore nei suoi ultimi anni, e che ha raccolto fotografie, testi inediti, persino rarissimi documenti video: registrazioni amatoriali, super 8 girati in famiglia. Testimonianze discrete che rivelano il carattere dell’uomo, contribuendo a costruire un ritratto completo dell’artista.

A portare il proprio contributo sono studiosi, attori e registi, stregati dalla magia di un magnifico funambolo della parola. Davanti alle telecamere si alternano Paola Italia, tra le massime conoscitrici dell’opera di Gadda e Pino Calabrese, che ha trasposto a teatro racconti e frammenti di romanzo; letture che vengono reinterpretate da Sergio Rubini, stupendo narratore che sa costruire atmosfere di grande suggestione.

La curiosità Scritto da un milanese a Firenze, con uno stile e un linguaggio romaneschi. Vicenda curiosa per “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”, primo grande successo di Gadda. Un noir sui generis, edito a puntate – era il 1946 – sulla rivista “Letteratura”: circolazione limitatissima per un testo che sembrava destinato all’oblio. La riscoperta nel 1957, in pieno boom neorealista: i tempi sono maturi per la sua pubblicazione in volume. Il successo è immediato. Al punto che nel 1959 arriva anche la trasposizione cinematografica: a dirigere e interpretare “Un maledetto imbroglio” è Pietro Germi, affiancato da Claudia Cardinale.