A casa del buon vecchio Andy

11 Febbraio 2014


Chi dice Warhol dice New York, l’atmosfera controcorrente e disinvolta della Factory; lo Studio 54, gli eccessi e le sregolatezze di una città su cui il sole non tramonta mai. Sempre esagerata, frizzante, famelica di vita ed esperienze. Eppure il re della Pop Art nella Grande Mela non ci è nato, ma arrivato da Pittsburgh. Tra le mete di una nuova puntata di Artland, viaggio che Charlie Luxton e Mame McCutchin conducono lungo le rotte dell’arte.

Il camper dei nostri inviati speciali si sposta seguendo la cosiddetta Rust Belt , la cintura di ruggine che collega idealmente tra loro le grandi città industriali del Midwest a quelle del nord-est degli Stati Uniti. Partendo da Columbus, semisconosciuta città dell’Indiana, teatro di un illuminato programma di interventi pubblici. Affidati nel corso degli anni a più di cinquanta artisti e architetti di fama internazionale, da Eliel Saarinen a Henry Moore.

Da una Columbus… all’altra! Eccoci in breve nell’omonima capitale dell’Ohio, dove incontriamo Ann Hamilton: fu lei, nel 1999, a rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia. Il suo studio è uno scrigno prezioso, stanza delle meraviglie dove si affastellano oggetti, memorie e strumenti necessari alla creazione di opere dalla profonda matrice concettuale e dalla eccezionale natura tattile.

Dopo aver sognato Joseph Beuys ad Alexandria ed esserci affascinati nelle sale dei musei di Cincinnati e Detroit eccoci finalmente a Pittsburgh, città natale del mitico Andy Warhol. Ha sede qui – e dove altrimenti! – la fondazione che si occupa di valorizzare la memoria dell’artista più influente dal dopoguerra ad oggi. Ed è qui che si trova la più ricca collezione delle sue opere, svelata alle telecamere di Artland nel corso di una visita decisamente esclusiva.

La curiosità – Se il visitatore non va a Pittsburgh… è l’arte che si sposta in giro per il mondo! Sono quasi sessanta le mostre prodotte negli ultimi vent’anni dall’Andy Warhol Museum, che conta di avere portato le opere del maestro a un pubblico superiore ai nove milioni di persone. Cui si aggiungono le circa centomila che ogni anno visitano il museo.