Cast da sogno per una Turandot da favola

1 Gennaio 2013


Un allestimento imponente e sfarzoso, quasi regale. Accolto in uno tra i più moderni e sensazionali templi della classica, teatro per l’esibizione di un cast a dir poco stellare. È una Turandot da consegnare agli annali della lirica quella andata in scena  al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, avveniristica realizzazione dell’architetto portoghese Santiago Calatrava. Un evento che ha esaltato al massimo l’intensità del capolavoro firmato da Giacomo Puccini.

A ideare le scene il regista cinese Chen Kaige, già Palma d’Oro al Festival del Cinema di Cannes: sontuoso il palazzo in cui si muove l’inquieta eroina del dramma, principessa divisa tra un cieco orgoglio e una passione irrefrenabile; quel “tempo delle favole” ispirato dalla fiaba teatrale di Carlo Gozzi rivive con fascino esotico, impreziosito da panneggi dorati e smalti coloratissimi, minuziosamente elaborati e finemente realizzati.

Uno spettacolo per la vista: ma in primo luogo un trionfo della musica. In pedana Zubin Mehta, chiamato a dirigere l’Orchestra della Comunità Valenciana: formazione di altissimo prestigio, che regala con questa esibizione memorabile quelli che la critica ha definito “veri e propri fuochi artificiali sonori”. Eccelso è anche il profilo degli interpreti: la soprano ucraina Maria Guleghina, splendida Turandot, è tra i nomi più affermati della lirica internazionale.

La sua interpretazione del “Nessun dorma!”, la più celebre delle arie della Turandot, gli è valsa da parte dei melomani un lusinghiero paragone con Luciano Pavarotti. Il tenore Marco Berti è Calaf, lo spasimante segreto della capricciosa e crudele principessa: voce impressionante la sua, dotata di un timbro unico e una potenza di acuto invidiabile. Un fuoriclasse della lirica, da anni protagonista nei teatri più prestigiosi del mondo.