Architetture per un mondo migliore

23 Gennaio 2015

Louis Kahn, Salk Institute

Ancora un sabato sera con la doc-serie Cattedrali della Cultura 3D, nata da un’idea di Wim Wenders e trasmessa in prima visione assoluta da Sky Arte HD. Questa sera, alle ore 21:10, l’inedito progetto metterà a nudo “l’anima” di altri due straordinari edifici: monumenti architettonici dell’età contemporanea, il cui valore non è soltanto artistico ma anche sociale, umano. A raccontarli, registi importanti del calibro del Premio Oscar Robert Redford, che ha firmato il secondo episodio in onda stasera.

Facciamo prima un viaggio all’interno del carcere “più umano del mondo”, come l’ha definito il TIME. Il regista Madsen, grazie alle immagini 3D, ci farà avvertire stasera tutta l’influenza psicologica che gli spazi del Carcere di Halden sono capaci di esercitare sui detenuti. Per aiutarli nel loro percorso esistenziale, naturalmente, offrendo loro tutta una serie di strumenti atti a favorire il futuro reinserimento nella società.

Il carcere norvegese, inaugurato nel 2010, è stato progettato dall’architetto danese Erik Møller perché i detenuti abbiano a disposizione, oltre a comfort tecnologici come televisione e frigorifero in ogni cella, degli spazi comuni per svolgere attività fisiche, formative e ricreative. Le finestre del carcere sono prive di sbarre, per permettere alla luce di affluire negli spazi, e l’edificio dispone persino di una parete attrezzata per ol free climbing. Per quanto tutto questo possa riuscire sorprendente al grande pubblico, non la pensa così il direttore del carcere, che spiega: “Il sistema detentivo norvegese è focalizzato sui diritti umani ed il rispetto. A noi non sembra una cosa così insolita”.

Il Salk Institute for Biological Studies in California, protagonista sel secondo episodio in onda stasera, potrebbe sembrare inizialmente un edificio più tradizionale, almeno della tipologia: un centro scientifico, dedicato ai più avanzati studi in biologia. Il regista Robert Redford ci mostrerà invece un’architettura senza tempo, che Louis Kahn ha magnificamente integrato al paesaggio costiero lambito dall’Oceano Pacifico. Una cattedrale della cultura che mostra un’idea del progresso davvero innovativa: quella di una civiltà capace di vivere in armonia con il contesto, invece di sottometterlo ai propri voleri.

La curiosità – L’incontro nel 1959 tra Jonas Salk – fondatore del centro californiano che porta il suo nome – e Louis Kahn mise subito in evidenza una forte affinità tra committente e architetto. Tale, da far sì che Salk desse carta bianca a Kahn per il progetto del Salk Institute, il quale a sua volta sviluppò il progetto man mano che conversava con il suo nuovo conoscente, acquisendo idee e stimoli da questi confronti assolutamente alla pari.