Cento volte Arena di Verona

19 Luglio 2013

2011 Aida foto Ennevi dl 03 08 8

Guardando alla sua storia millenaria una parentesi di solo cento anni può sembrare un’inezia, piccola stagione persa tra i flutti del tempo. Rappresenta in realtà una lunga straordinaria cavalcata, un’avventura che emoziona e stupisce: ricchissimo repertorio di aneddoti ed emozioni, da ripercorrere grazie alle testimonianze dei suoi più recenti e migliori protagonisti. Un secolo fa la prima rappresentazione di un’opera lirica all’Arena di Verona. Oggi la festa di Arena 100.

Una serata sull’onda dei ricordi, con le interviste ai più appassionati interpreti delle ultime stagioni, dalla divina Cecilia Gasdia all’inimitabile Placido Domingo, salendo a ritroso nel tempo fino a incontrare i big del passato: come la mezzosoprano Fiorenza Cossotto e il baritono Renato Bruson. Volti e voci che hanno incantato e continuano ad emozionare il pubblico di tutto il mondo, esaltati da una location unica nel suo genere.

Tutto comincia il 10 agosto 1913, centesimo anniversario dalla nascita di Giuseppe Verdi. Il colpo di genio ha la firma del tenore Giovanni Zenatello, grande rivale di Enrico Caruso: omaggiare il compositore di Busseto con la messa in scena della sua creazione più spettacolare, allestita per la prima volta fuori dal contesto di un teatro d’opera. Ma sempre… a teatro! L’Arena apre le proprie porte alla musica, sancendo un matrimonio indissolubile.

A un secolo da quel giorno, nel bicentenario dalla nascita di Verdi, Aida  torna a Verona. E raddoppia. Da un lato l’allestimento filologico di Gianfranco De Bosio, che recupera e reinterpreta le scenografie originali di Ettore Fagiuoli; dall’altro la tempesta sensoriale scatenata dalla Fura dels Baus, esperimento di teatro totale che spiazza e seduce. Dimostrando la vitalità dell’opera verdiana. E l’eccezionale magia di uno spazio che non ha uguali nel mondo.

La curiosità – L’uso continuato dell’Arena come teatro d’opera a cielo aperto comincia nel 1913, ma non mancano illustri precedenti. È il 1822 quando va in scena La Santa Alleanza , dramma celebrativo che evoca l’appena concluso congresso di Verona: sul podio, a dirigere l’orchestra davanti ai potenti del tempo, un giovane Gioacchino Rossini.