Che faticaccia stare al passo con i Beatles!

10 giugno 2013


Le fan in delirio: volti rigati dalle lacrime e mani nei capelli. Il cordone della polizia, imperturbabile nei tipici copricapi dei bobby  , decine di persone assiepate sulla massicciata della ferrovia a salutare il passaggio del treno; e poi ancora fuori dagli studi di registrazione e in teatro, per strada, in una folle ressa frenetica. In mezzo, divertiti e insieme spaventati, quattro ragazzi. I Beatles.

David Hurn è protagonista di una nuova puntata di Contact, la serie che racconta la carriera dei più grandi professionisti dell’agenzia Magnum partendo proprio dall’incontro, dal “contatto” con i loro più celebri soggetti. Nel caso del fotografo britannico non si tratta dei testimoni dell’invasione sovietica di Budapest, e nemmeno di Brigitte Bardot, immortalata sul set di Barbarella. Di tanti reportage di successo, quello che lo consegna alla storia è dedicato ai Fab Four.

Siamo nel 1964 e i quattro di Liverpool stanno girando A Hard Day’s Night , film promozionale destinato a lanciare sul mercato l’omonimo album. L’attesa è alle stelle, la pressione sale di giorno in giorno: Hurn si muove con ammirevole discrezione, cogliendo sguardi e focalizzando attimi che sanno restituire l’intensità di quei momenti. Ma anche la tensione più profonda impressa sul volto di chi percepisce il carico di responsabilità cui è sottoposto.

La concentrazione di Ringo e gli scherzi di John, l’imperturbabile George e l’istrionico Paul: l’eccitazione di quei giorni memorabili, il viaggio in treno da Liverpool a Londra e l’emozione del set cinematografico rivivono nel ricordo di un grande maestro del fotogiornalismo. Una sensibilità unica, capace di documentare la cronaca più stringente con un taglio che tradisce intima e coinvolgente empatia.

La curiosità – Si tratta del loro primo album senza cover, e anche dell’unico interamente a firma Lennon – McCartney. Ma il titolo di A Hard Day’s Night è stato trovato dal Beatles meno appariscente ed estroso: Ringo Starr. Una lunga e snervante giornata di riprese per il film, al momento ancora senza nome, quella del 19 marzo 1964: al punto che, completamente stremato, il batterista ha perso la cognizione del tempo. “It’s been a hard day…” sbuffa in un momento di pausa avvicinandosi a una finestra. Vede che ormai è buio e si corregge subito “… night!”. E nasce un gioco di parole che resta impresso nella storia del rock.