Quello che le donne non dicono… lo danzano!

19 Dicembre 2013


Sono due i percorsi che ad oggi hanno segnato l’attività di Yasmeen Godder, talento cristallino del teatro-danza internazionale. Da un lato c’è la riflessione sulla sfera della femminilità, declinata attraverso una sagace alternanza di registri: quello pungente di una satira divertita ed autoironica; e quello profondo, tagliente, evocativo e fortemente introspettivo. Dall’altro c’è l’eterno valzer tra intimo e pubblico, dimensione collettiva e privata.

Le strade disegnate dalla coreografa israeliana raggiungono la propria sintesi più mirabile sul palco del Teatro Argentina in Roma: buio in sala, va in scena See Her Change , nuova perla inserita nel prestigioso cartellone del Romaeuropa Festival. La rassegna che sonda i linguaggi espressivi che meglio sanno raccontare la contemporaneità, in un mix tra musica e teatro, arte visuale e performance.

Tre donne sul palco: la stessa Godder, Shuli Enosh e Dalia Chaimsky. E dunque le tre età dell’uomo – in questo caso: della donna! – a dettare lo spunto per un’indagine al tempo stesso tenera ma complessa sull’universo femminile. Fatto di figlie, moglie e madri; amiche, amanti e confidenti: carrellata di figure e situazioni che appartengono al vissuto di ognuno. Orchestrate con un coinvolgente senso della poesia, in un divertito e struggente amarcord  collettivo.

Eclettiche e spettacolari le linee disegnate da Godder, tessute su musiche che spaziano dall’elettronica sperimentale di Mika Vainio al folk New Weird di Devendra Banhart. Una collezione di piccole grandi emozioni che sanno esemplificare in modo sublime l’essenza stessa della femminilità: tra forza e fragilità, tenacia e malinconia, dolore e una inesplicabile, totale ed assoluta bellezza.

La curiosità – Nata in Israele ma newyorchese d’adozione, Yasmeen Godder vanta un feeling particolare con l’Italia. Che l’ha vista tra i docenti al lavoro all’Arsenale, a Venezia, in occasione della Biennale Danza del 2010.