Chrissie Hynde, la sopravvissuta del rock

15 novembre 2012


Una vagabonda della musica Chrissie Hynde, destinata ad una vita con il case della chitarra in mano. Dalla natia Cleveland a Londra, passando per Parigi: dagli esordi nei piccoli club, tempio del garage più sporco e istintivo, fino alla consacrazione al cospetto del grande pubblico. Una storia di successi e cadute, la sua: segnata dal dramma degli eccessi, che ha falcidiato un’intera generazione di artisti. Un’avventura racchiusa nella parabola dei Pretenders. Live su Sky Arte HD.

Una band entrata nella leggenda, i Pretenders: suoni diretti e immediati, riff limpidi e mai ridondanti, sezione ritmica dall’alto tasso tecnico. E poi la voce, unica e inconfondibile della Hynde: graffiante e insieme suadente, capace di trasformarsi e reinventarsi continuamente. Un carattere di estrema duttilità, che si traduce in canzoni che spaziano dal rock più acido ad un pop-folk di assoluta raffinatezza.

Esplosi nel 1981, i Pretenders firmano pietre miliari per il rock del periodo, sfatando il mito di una decade in preda ai deliri pop e glam. Ma la loro non è stata un’ascesa priva di ombre. La scomparsa del chitarrista James Honeyman-Scott e quella del bassista Pete Farndon, scivolati nell’oblio della droga, pesano come un macigno sulla crescita di un gruppo apprezzatissimo dalla critica e amato dai fans. Ma troppo fragile per riuscire a sopravvivere a se stesso.

Il successo planetario di singoli come “Brass in Pocket” e la potenza di album come “Learning to Crawl” restano tatuate nella storia del rock degli ultimi trent’anni; la collaborazione con gli UB40 per la mitica “I got you babe” e l’apporto dell’ex Smiths Johnny Marr segnano nuove tappe di un percorso lungo e affascinante. Sintetizzato nel live registrato al festival di Cornbury: una prova di energia che testimonia un calibro da autentici fuoriclasse.