Cildo Meireles, Piero Manzoni carioca

2 Luglio 2014


“Una muraglia che ha in cima cocci aguzzi bottiglia”, così la vita in una delle più intense poesie di Eugenio Montale. Oppure un tappeto di uova candida, apparentemente fragilissime ma in realtà dure come sassi, su cui camminare faticosamente a piedi nudi; mentre sopra di noi incombe un cielo trapuntato non di stelle, ma di inquietanti chiodi dorati. Niente è come sembra nelle opere di Cildo Meireles, straordinario narratore di una contemporaneità che rivela tutte le sue tensioni e contraddizioni.

Le telecamere di Sky Arte HD si muovono in quella spettacolare cattedrale della creatività che è l’Hangar Bicocca di Milano, ex fabbrica riconvertita in spazio espositivo tra i più eclettici e intriganti d’Italia; è la prima volta che il nostro Paese dedica una retrospettiva al grande artista brasiliano, proponendo alcuni tra i suoi più affascinanti ambienti interattivi. Per un’indagine che parte dai primi Anni Settanta e arriva fino ai giorni nostri.

Diretta e immediata l’arte di Meireles, ma non per questo semplificata. Anzi. Tessuta in una mirabile sovrapposizione di codici in grado di colpire lo spettatore agli occhi, al cuore, alla mente; giocando su un’esperienza che è multisensoriale. Opere da ascoltare, toccare, annusare, respirare, assaggiare. In una parola: vivere. Abbandonandosi in modo completo alla seduzione di un incontro che rivela come, usando le parole dello stesso artista, “quello che vedi non è esattamente quello che è” .

La mostra milanese muove i propri passi dall’omaggio di Cildo a Piero Manzoni, a quella levità solo presunta che è stata – ed è tutt’ora – luce che illumina i passi del grande maestro brasiliano. E si declina poi nelle grandi installazioni: nelle finte onde in plastica di Marulho , simulazione in stile The Truman Show  di un orizzonte mai così vicino eppure irraggiungibile; nella critica sociale di Olvido , con un tepee rivestito di banconote a simboleggiare lo stupro delle culture tradizionali da parte della società dei consumi.

La curiosità “Meireles è una figura essenziale dell’arte contemporanea, una delle maggiori del nuovo millennio”  : con queste parole l’allora premier spagnolo Luis Zapatero giustifica, nel 2008, l’assegnazione a Cildo del prestigioso Premio Velazquéz. Facendo dell’artista la prima persona di lingua non spagnola a conquistare l’ambito riconoscimento.