Cinema di serie B, per film … da serie A!

20 Dicembre 2012


Due film al prezzo di uno; proiezioni a qualsiasi ora del giorno e della notte, in pessime sale sulla 42esima strada. Trame shock per temi pop: sessualità sbarazzina e disinvolta, terrore puro, violenza gratuita. L’epopea dei film d’exploitation è intimamente legata a quella delle grindhouse, i cinema specializzati in maratone di b-movies che hanno segnato la definizione di un nuovo modo  di concepire l’immagine. Da cui nasce un maestro come Quentin Tarantino.

Con American Grindhouse Sky Arte HD va a fondo di un genere cinematografico per anni bistrattato, oggi protagonista di una attenta fase di rivalutazione e ripensamento. Perché l’estetica popolare si è forgiata anche grazie alla salsa di pomodoro spacciata per sangue e alle improbabili invasioni di mostri alieni in cartapesta; e perché persino geni assoluti come Hitchcock hanno fatto propri stratagemmi abituali di questo genere di film. Segno di una profondità concettuale non banale.

Un film d’exploitation, per definizione, accentua ed esalta caratteri che parlano alla pancia e al cuore del suo pubblico, prima che alla testa. In un documentario unico ecco come questo modo di raccontare ha influenzato grandi registi di ieri e di oggi: a portare la propria testimonianza sono, tra gli altri, John Landis, indimenticabile autore di successi come “The Blues Brothers” e “Animal House”; ma anche Joe Dante, il “papà” dei Gremlins.

Dagli albori del cinema muto fino a grandi successi commerciali, come “Lo Squalo”; dalla nascita del soft-core fino alla grande stagione degli horror-splatter: un racconto avvincente ed ironico, intenso e disincantato, che mette insieme aneddoti e fatti concreti, assurde fantasie e storie reali. Testimonianze sincere e divertite, dalle quali emerge un unico tratto distintivo. L’amore incondizionato per il cinema.