Al cinema sull’isola… che c’è!

4 Agosto 2014


Per secoli è stata abitata solo dal vento. E dalle sue celebri capre selvatiche, razza unica che si è sviluppata per un capriccio dell’evoluzione solo su questo scoglio, dimenticato nel mare al largo di Olbia. Un piccolo paradiso, salvato per miracolo dalla cementificazione e dall’aggressione del turismo di massa; un gioiello che dal 1991 diventa, ogni estate, punto dal quale osservare l’Italia, i suoi malesseri e le sue virtù, in modo finalmente distaccato, lucido, introspettivo.

Non esiste altro festival al mondo che si tenga su un’isola disabitata. C’è solo quello di Tavolara, piccola grande rassegna ideata da Piera Detassis, direttrice del magazine Ciak : sguardo sincero rivolto a ciò che la settima arte produce nel Bel paese. Sky Arte HD, partner dell’edizione 2014, racconta voci, emozioni e suggestioni di un evento tanto straordinario da risultare quasi magico. Come magica è la cornice che lo sopita.

Tanti gli ospiti delle chiacchierate che Sky Arte ha organizzato per accompagnare il sole al tramonto, aspettando che il buio accendesse le proiezioni del maxi-schermo montato sulla spiaggia. A tirare le fila del discorso una spumeggiante Geppi Cucciari, a tu per tu con artisti, scrittori, attori, intellettuali, uomini e donne di cultura. Partendo da Neri Marcoré e arrivando a Walter Veltroni, a Tavolara in veste di regista dell’apprezzato docu-film su Enrico Berlinguer.

A rispondere presente tutta la nouvelle vague  del cinema italiano, con gli attori e le attrici di ultima generazione. A partire da Carolina Crescentini, ultima musa di Ferzan Özpetek, e arrivando a Matilde Gioli, straordinaria scoperta de Il capitale umano  di Paolo Virzì; passando per Guglielmo Pinelli e Giampaolo Morelli, il giovanissimo regista Sydney Sibilia, Paola Minaccioni, Alessandro Roja…

La curiosità – È approdata a Tavolara nei primi anni del XIX secolo la famiglia genovese dei Bertoleoni, in cerca di un posto dove stabilirsi: subito autonominatasi, a dispetto delle umili origini, casa regnante di un’isola… senza sudditi! La leggenda vuole che sia Carlo Alberto sia la famiglia reale inglese, incrociando quel braccio di mare abbia fatto sosta sull’isola; riconoscendo in modo più o meno formale la legittimità degli eccentrici sovrani.