Clive Davis e Bill Maher, giganti dello show-biz

27 maggio 2013


Il primo è un mattatore tra i più amati della televisione americana, comico irresistibile dallo stile tagliente. L’altro è un gigante dell’industria discografica, creatore di alcune tra le più potenti etichette del mondo, talent scout dal fiuto sopraffino. Bill Maher e Clive Davis sono, insieme, protagonisti di una nuova puntata di Iconoclasts, la serie che permette di incontrare i grandi nomi del mondo della cultura e dello show-business e scoprire il segreto del loro successo.

La comicità è una faccenda seria: questa la lezione di Bill Maher, animato da una verve contagiosa e irrefrenabile, dotato di un carisma che sa incollare al piccolo schermo milioni di spettatori. Il suo show è un concentrato di battute al fulmicotone, ma non propone mai una comicità fine a se stessa. Dai matrimoni tra persone dello stesso sesso al potere esagerato dei grandi gruppi industriali: importanti i temi che, grazie al sorriso, Maher riesce a portare all’attenzione dell’opinione pubblica.

Il filo dei ricordi porta la memoria al 1967: Clive Davis è al Monterey Pop Festival, per quella che lui stesso definisce come un’esperienza “religiosa”. Sul palco si alternano tra gli altri Jimi Hendrix, i Jefferson Airplane e i Byrds, ma il giovane produttore resta affascinato dal carisma unico e dalla voce inimitabile di una scatenata regina del rock-blues. Nasce in quello straordinario contesto il sodalizio artistico con Janis Joplin, tappa fondamentale per la carriera di Davis.

Bruce Springsteen e Santana, partendo dai Pink Floyd e arrivando ad Alicia Keys: innumerevoli gli artisti che hanno lavorato con Davis, sia nel periodo in cui ha militato nella squadra della Columbia Records sia quando ha deciso di mettersi in proprio, aprendo la Arista. A lui si deve il trionfo internazionale di figure come Whitney Houston, ma anche il passaggio con cui – grazie a Notorious B.I.G. e Puff Daddy – rap ed hip hop sono usciti dalla dimensione underground per diventare fenomeni mainstream.

La curiosità – Due anni prima di Woodstock: il Monterey Pop Festival è tra gli eventi più importanti della storia del rock, momento che ha cambiato per sempre il modo di concepire la musica dal vivo. Davanti a 200mila spettatori si esibisce, per la prima volta in un contesto del genere, coinvolto nella line-up solo grazie alle insistenze degli Who e di Paul McCartney. Ma al sole della California vanno in scena altri debutti: quello di Janis Joplin, accreditata come membro dei Big Brother & The Holding Company e quello di Otis Redding.