Clooney: l’attore, il regista, l’uomo. E il politico?

16 Novembre 2012


Poche stelle del cinema, oggi, possono vantare il talento versatile di George Clooney: intenso nei ruoli drammatici, irresistibile nelle commedie, autorevole nelle scene d’azione. Sempre perfetto, ineccepibile, impeccabile. I retroscena della sua straordinaria parabola artistica, i momenti difficili e i trionfi, in un documento unico: pungenti e sagaci le domande di Peter Bart, che torchia l’attore svelando piccoli segreti e ignote verità.

Ampio risalto, nell’intervista di Movie Talk, al Clooney regista: soprattutto alla sua passione per le spy-stories e per i soggetti che sondano gli intrighi della politica. Si parte dal recentissimo “Le idi di marzo”, per un viaggio a ritroso che si sofferma sullo splendido e fortunato “Good night, and good luck”; non mancano accenni ai suoi progetti futuri, ma anche riflessioni che esulano dal cinema. Con un Clooney che si scopre analista politico di particolare acume.

E che, perché no, proprio in politica potrebbe un domani tentare nuove avventure: Clooney in corsa alla Casa Bianca? Peter Bart tenta l’affondo, che l’attore respinge al mittente con un sorriso: ma non rifiuta un giudizio, positivo, su Barack Obama ed un’inattesa dichiarazione di clemenza nei confronti di George Bush Jr., certamente non uno dei presidenti più amati della storia degli Stati Uniti.

Tre Golden Globe, un Oscar come miglior attore non protagonista in “Syriana”, la partecipazione a pellicole dallo straordinario successo di critica e pubblico. Il cinema è l’habitat naturale per Clooney, ma a lanciare la sua carriera è la televisione: per tutti resta, a lungo, Douglas Ross, fascinoso medico del serial “E.R.”. Un ruolo che interpreta dal 1994 al 1999, e che gli cuce addosso l’aura del sex symbol.