La maledizione del rock

26 Marzo 2015

Kurt Cobain of Nirvana during the taping of MTV Unplugged at Sony Studios in New York City, 11/18/93

Il Club 27 è l’ultimo luogo dove i fan vorrebbero trovare le rock star che più amano. Non si tratta di un locale per musica live, ma della tragica “etichetta” sotto la quale rientrano le vite di Jim Morrison e Kurt Cobain, Janis Joplin ed Amy Winehouse. Artisti che non hanno in comune soltanto lo straordinario talento, ma lo stesso drammatico destino: una vita spezzata a soli 27 anni.
Sky Arte HD dedica la Club 27 Night alla memoria sempre viva delle “menti migliori della nostra generazione” andate distrutte, per parafrasare il celebre – profetico – poema di Allen Ginsberg.

Kurt Cobain è il primo membro di questo famigerato “club” di cui ripercorreremo stasera la vita grazie al documentario All Apologies, in prima visione alle 21:10.
Proprio all’apice del successo raggiunto dai Nirvana, con l’album capolavoro Nevermind, il leader del gruppo si trova a dover impersonare il ruolo di “voce” della sua generazione. Ma Kurt Cobain, afflitto dalla depressione e dalla tossicodipendenza, nel grunge ha trovato uno sfogo per la sua rabbia e le sue domande inespresse: come può, di colpo, essere lui l’uomo a cui i più giovani guardano per avere delle risposte? Il film di stasera ricostruisce la storia – umana, prima che artistica – di colui che ha dato inizio e messo la parola “fine” a un movimento internazionale, che in quell’8 febbraio 1994 ha perso il suo più grande simbolo e interprete.

È breve, e straodinariamente intensa, anche la parabola creativa di Jim Morrison – Rock Poet. A ventidue anni, quando incontra il giovane tastierista Ray Manzarek, Jim è un aspirante poeta. In effetti, quell’estate del 1965 in California, fondando i Doors inizia a scrivere una tra le storie più liriche del rock. Autoproclamatosi Re Lucertola, diverrà una delle icone della controcultura negli anni Sessanta, sprezzante delle regole e inneggiante alle estasi dionisiache.
Restiamo sulla rivoluzione giovanile con Jimi Hendrix, che in Voodoo Child ascolteremo raccontare la sua stessa carriera. Rarissimi filmati d’epoca e scritti autografi, emersi dagli archivi della famiglia, permettono al regista Bob Smeaton (già vincitore di un Grammy per il suo Beatles Anthology) di farsi semplice ma splendido traduttore di una completa autobiografia d’artista. Capace di svelare il carattere più intimo e segreto di un uomo diviso tra estro ed eccessi.

In tempi recenti, al Club 27 è andata ad aggiungersi anche Amy Winehouse. Più che per gli eccessi e il gossip, più che per i toni di una cronaca che spazia tra le tinte del rosa e quelle del nero, la cantante merita di essere ricordata per la sua capacità di segnare in modo profondo il panorama musicale internazionale. È il 2007, ad appena 25 anni Amy è già una stella di portata globale: dimostrerà in questo Live at the Porchester Hall di Londra.

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La curiosità – Strettamente legata alla vita di Kurt Cobain, per il tramite di Courtney Love, è la sorte della bassista degli Hole, Kristen Pfaff: profondamente turbata dalla scomparsa del leader dei Nirvana, la giovane musicista ne seguirà due mesi dopo il tragico destino. Anche lei aveva appena 27 anni.