Come fu che Giulio II perse la testa…

29 dicembre 2014


Le cronache dell’epoca dicono che il suo sguardo era tanto accigliato da risultare più che benevolo profondamente severo; e che quella mano sollevata nell’atto di benedire sembrava in realtà così minacciosa da apparire pronta a menare un colpo, uno schiaffo, più che una carezza paterna! Non aveva un carattere facile Giulio II, pontefice irascibile e bizzoso, politico di razza ma soprattutto grande mecenate. Un’indole, la sua, fusa nel bronzo. In una statua andata perduta. Forse!

Ultimo appuntamento con le Muse Inquietanti raccontate da Carlo Lucarelli, con il grande giallista ad accompagnarci per mano alla scoperta dei grandi misteri e degli inestricabili intrighi che hanno segnato la storia dell’arte. In questo episodio eccoci nella Bologna del Cinquecento, città nobile e ricca divisa tra l’orgoglio civico e la sudditanza nei confronti dello Stato della Chiesa. Città dove si presenta, inviato proprio da Giulio II, uno tra i più grandi maestri del suo tempo.

La fabbrica della basilica di San Petronio prosegue a tappe forzate, con la grande chiesa voluta dalla comunità e pagata dai maggiorenti della città che cresce un centimetro alla volta. Come può il Papa ribadire il proprio potere e la propria giurisdizione su un’impresa che in realtà non ha contribuito a sostenere? Chiedendo alla star della sua squadra di artisti di scendere in campo: ecco presentarsi in Emilia un tale Michelangelo Buonarroti. Al lavoro per fondere una statua dedicata al suo munifico mecenate.

I bolognesi non ameranno il capolavoro dell’artista toscano, perché considerato simbolo di un’ingerenza politica maldigerita. E quindi, alla prima occasione utile, al primo rivolgimento politico, provvederanno ad abbattere la statua, a smembrarla e rifonderla per farne pezzi di artiglieria. Ma non tutto è perduto dell’opera di Michelangelo: pare che la testa della statua si sia salvata dallo scempio. Già: ma che fine ha fatto?

La curiosità – Chi è quel re?!? Da anni si dibatte sull’identità del sovrano immortalato nella statua che a Catania sorge in via Dusmet, privata dopo l’Unità d’Italia della testa: si tratta sicuramente di un Borbone, ma gli storici sono indecisi se si tratti di Ferdinando I, Ferdinando II o Francesco I. In attesa di sciogliere i dubbi l’opera è oggetto della goliardia dei catanesi, che non mancano di immaginare teste… alternative! Un pallone da calcio, ad esempio, fissato nel 2012 sul collo della statua da ignoti…


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