Come il cibo influisce sull’organismo sociale

17 Giugno 2015

MarktHal, Rotterdam, 2014 © Daria Scagliola & Stijn Brakkee © Ossip van Duivenbode

L’alimentazione non è soltanto alla base del nostro benessere fisico, perché molte questioni legate al cibo e alla nutrizione hanno un impatto anche sul cosiddetto organismo sociale. Pensate soltanto che, ogni giorno, a Mumbai 4mila persone – chiamate dabbawalla – consegnano in giro per la metropoli qualcosa come 160mila pranzi take away, preparati dalle donne di casa e destinati ai lavoratori impegnati in ogni luogo della città: che impatto ha, un simile movimento di persone e risorse, sul traffico di Mumbai? Ancora, ogni anno oltre un miliardo di tonnellate di cibo prodotto non viene consumato come previsto: come viene smaltito un simile spreco, ma soprattutto come si potrebbe evitarlo?

Sono, queste, alcune dei quesiti che pone la mostra FOOD – Dal cucchiaio al mondo, in corso al MAXXI di Roma. Fino all’8 novembre, l’esposizione curata da Pippo Ciorra e dai curatori del Museo offre una panoramica sulla dimensione sociale del cibo. Lo svolgimento del tema è letteralmente ad ampio spettro, dal momento che la mostra coinvolge 2500 metri quadri di spazi espositivi e porta all’attenzione del pubblico casistiche provenienti da ogni parte del mondo.

50 opere, dall’arte contemporanea all’architettura passando per l’indagine fotografica, accompagnano lo spettatore lungo tutti i processi che interessano i prodotti alimentari nei quattro angoli della Terra. Alla base della mostra, la dimostrazione di una tesi ancora troppo lontana dalla coscienza collettiva, eppure di importanza capitale per il futuro della società: produzione, trasporto, stoccaggio, distribuzione, consumo, smaltimento e spreco del cibo influenzano gli spazi in cui viviamo, ben al di là delle nostre cucine domestiche o della progettazione dei ristoranti.

L’esposizione si avvale a tale scopo di apporti artistici e discipline anche molto diversi tra loro, per offrire finalmente una visione onnicomprensiva e allargata del tema con le sue problematiche. Nel corso dello speciale di giovedì sera in onda su Sky Arte HD, avremo così modo di scoprire le performance realizzate negli anni Settanta incentrate sul cibo, da Gordon Matta-Clark a New York a Joseph Beuys a Documenta. Esamineremo i progetti di città ideali concepiti dai nomi storici dell’architettura contemporanea, come Le Corbusier e Frank Lloyd Wright, ma vedremo anche come designer e architetti si sono impegnati su tutti i fronti legati al cibo: lo studio Snøhetta ha firmato delle imponenti arnie per l’apicoltura, mentre Van Bergen Kolpa Architecten ha ideato la fattoria del futuro.

Le sei sezioni in cui è articolata la mostra servono proprio ad allargare progressivamente lo sguardo del pubblico. Partendo dal corpo – e passando per la casa, la strada, la città, il paesaggio – si arriva al mondo, ovvero alle grandi questioni della geopolitica e degli assetti mondiali della produzione/distribuzione del cibo.