Come Maria Callas: la divina Gruberova

21 Marzo 2013


A rendere immortale questo personaggio è stata, per prima, Maria Callas. Ad eguagliare la divina soprano greca ci ha pensato Monserrat Caballé, altra regina assoluta della lirica. C’è solo una voce, oggi, che può competere per intensità di interpretazione con modelli tanto impegnativi: quella di Edita Gruberova. Protagonista assoluta di una versione indimenticabile della Norma musicata da Vincenzo Bellini, capolavoro assoluto del bel canto.

Un trionfo per la cantante slovacca, dotata di un timbro di impressionante duttilità: la sua colorita interpetazione, ricchissima di sfumature, entra negli annali della lirica come momento di irraggiungibile eccellenza. Con la Norma registrata nel 2006 al Bayerische Staatsoper, autentico tempio della classica, si è scritta una pagina memorabile della lirica: una messa in scena prossima alla perfezione formale.

Uno strumento aggiunto, la voce della Gruberova: un canto capace di sublimi sfumature, in grado di suggestionare e ammaliare. A supportare la sua inimitabile interpretazione la classe dell’orchestra del teatro bavarese diretta da Friedrich Haider: bacchetta tra le più autorevoli quando ci si muove nel panorama del melodramma, come dimostrano i successi riscossi al Metropolitan di New York e in diversi altri contesti di livello assoluto.

Un dramma di sorprendente intensità la Norma, trasposizione delle tematiche proprie del mito classico di Medea nella Gallia soggetta all’occupazione romana: a simboleggiarne la poesia è la sua aria più nota, quella “Casta Diva” che è banco di prova determinante per qualsiasi soprano. Una melodia struggente, pietosa preghiera alla Luna: momento tra i più alti mai raggiunti dal teatro d’opera.