Come nasce uno spettacolo. Con Luca Ronconi

7 Febbraio 2014


È un’opera che nasce da lontano. Ironizzando sugli spasimi d’amor cortese propri della letteratura medievale, rivisti con il disincanto dell’era moderna e infine reinterpretati – con ulteriore iniezione di cinico sarcasmo – da un grande del teatro contemporaneo. Luca Ronconi, regista della Celestina in scena al Piccolo di Milano. Uno spettacolo straordinario, svelato in via esclusiva alle telecamere di Sky Arte HD.

Eccoci a sbirciare oltre il sipario, spiando le letture sceniche e poi le prove; ecco prendere vita i diversi personaggi, plasmati da Ronconi con la cura e l’attenzione di una balia severa ma al tempo stesso amorevole. L’eterno teatro dell’umano, schiavo delle proprie passioni e pulsioni, si compie lentamente. E inesorabile si compie la magia di una narrazione che mette a nudo difetti e debolezze senza tempo, peccati originali che è impossibile bypassare.

Ma chi è Celestina? Nell’originale scritto da Fernando de Rojas oltre cinquecento anni fa si tratta di una mezzana spregiudicata e trafficona, abile a tessere intrighi che si rivelano in realtà forieri di drammi e tragedie impossibili da disinnescare. Nella trasposizione operata da Ronconi, figlia della lettura mefistofelica che dell’opera diede Michel Garneau, si compie il definitivo passaggio del personaggio alla diabolica sfera di un’istintività ferina, amorale e anti-etica.

Celestina si tramuta in una strega machiavellica, maliarda nel raggiro sistematico del prossimo. A prestarle anima e volto è una insuperabile Maria Paiato, che con questa prova si conferma tra le più intense personalità del teatro italiano. La sua capacità di caratterizzazione, la padronanza del duplice registro comico e drammatico, contribuisce a costruire un’atmosfera mai così intrigante e coinvolgente.

La curiosità – La tradizione attribuisce a Fernando de Rojas, misterioso scrittore di origini ebree, la scrittura dell’intera Celestina , benché il suo autografo sia accreditato “solo” per venti dei ventuno atti che compongono l’opera. L’incipit, a lungo trasmesso in forma di manoscritto, è attribuito da alcuni a Juan de Mena.