Come nasce uno street-artist? Per gioco!

12 Settembre 2013


Come tutto ciò che lo circonda, a partire dalla sua stessa identità, corre lungo il filo tra realtà e finzione, mistero e verità. Un documentario tradizionale non poteva rendere in modo puntuale la portata storica e culturale di Banksy, il re della street art contemporanea, figura che ha saputo rivoluzionare il linguaggio della creatività nella costante tensione tra ambiente underground e puro show business. Su Sky Arte HD arriva, allora, il suo Exit through the gift shop.

Una testimonianza brillante e autoironica, realizzata dallo stesso Banksy con la complicità di altri nomi di punta della scena internazionale, da Space Invader a Shepard Fairey. Il volto celato da un efficace gioco d’ombre, il cappuccio della felpa calcato sul capo: Banksy non smentisce la propria ritrosia nei confronti della vita pubblica e interviene senza mai mostrarsi davvero. Presenza fantasmagorica all’interno di un film che racconta di lui … in terza persona.

Escamotage narrativo intrigante quello che vede l’azione ruotare attorno a Thierry Guetta, cineasta indipendente che decide di seguire Banksy e documentarne l’attività. Il montato, riflesso di una personalità eccentrica e caotica, viene ritenuto dall’artista tanto scadente da non meritare la diffusione. Per dissuadere Guetta dai suoi propositi di produzione del film Banksy lo convince a intraprendere in prima persona la strada dell’arte. Nasce il mito di Mr. Brainwash.

Un documentario su un uomo che voleva fare un documentario su di me” : così l’artista stesso spiega l’operazione. Attraverso il racconto dell’immediato successo di Guetta, privo della pur minima base concettuale ma abile a giocare con i cliché della società dei consumi, Banksy opera una critica subliminale all’intero sistema dell’arte. Svelando i contorti meccanismi di speculazione che spesso ingabbiano la più libera creatività.