Come tenere il mondo in scacco. Matto.

6 Settembre 2013


Massima concentrazione. La capacità di estraniarsi dal contesto, annullare ogni percezione. Lasciare che la mente corra più veloce del ticchettio del cronometro, analizzi ogni possibile variabile. Legga il futuro. Scovando la strategia migliore per raggiungere il momento chiave della mossa decisiva. L’adrenalina, la tensione, il peso dello stress si sciolgono nel semplice purissimo gesto di due dita che muovono un pezzetto di plastica. Scacco matto!

Una regista candidata al premio Oscar, Liz Garbus, in campo per raccontare una delle figure più enigmatiche e affascinanti del nostro tempo. Lui è Bobby Fischer, il più giovane Gran Maestro che la storia degli scacchi abbia mai conosciuto; eletto suo malgrado a campione dell’Occidente capitalista contro il nemico sovietico, eroe di una sfida che ha segnato l’evoluzione della Guerra Fredda. Quella contro Boris Spassky.

Un match che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso, una vicenda che rivive oggi in un documentario semplicemente avvincente. Che ruota attorno a quella partita leggendaria, ma sa al tempo stesso indagare a fondo una personalità complessa e tormentata. Genio e sregolatezza Bobby Fischer, capace di abbandonare l’attività agonistica all’apice della carriera, terrorizzato dall’idea di conoscere l’onta della sconfitta.

Le straordinarie immagini di repertorio contribuiscono a ricreare lo spirito di quei giorni, con il mondo intero a osservare fremente il piccolo tavolino su cui si consuma il duello finale. Nelle parole dei grandi scacchisti di ieri e di oggi, da Garry Kasparov a Sam Sloan, emerge il ritratto di una personalità sfuggente, inafferrabile. Proprio per questo ammantata di un’aura dal fascino senza tempo.

La curiosità – Nemici alla scacchiera, ma animati da una profonda stima reciproca. Dopo il “match del secolo” vinto nel 1972, Fischer incontra nuovamente Boris Spassky vent’anni dopo a Belgrado, per una riedizione di quella sfida. Una contingenza che costa a Bobby l’arresto da parte delle autorità americane, per aver violato l’embargo che all’epoca gravava sulla Jugoslavia; in soccorso del rivale arriva allora proprio Spassky. Che chiede al governo statunitense la grazia per Fischer o, almeno, di poter essere incarcerato con lui. Ed una scacchiera.