Come Virginia Woolf sconfisse il tempo

20 Agosto 2014


Ha sempre lottato contro i vincoli della trama, trasformando il romanzo da narrazione di fatti e avvenimenti in puro tuffo nell’introspezione, escamotage per guardarsi allo specchio e scavare ne profondo della propria anima. È dunque inevitabile che, a un certo punto della sua parabola creativa, sollecitata dal richiamo di schemi più tradizionali decida di innovarli innestando una visione libera e surreale. Semplicemente e meravigliosamente anarchica.

Con Orlando Virginia Woolf prende tra le mani il tempo e lo domina, costruendo la figura di un fragile e affascinante eroe capace di rompere le barriere dell’eternità e quelle delle convenzioni sociali. Si tratta del primo romanzo queer  della storia? Chi può dirlo! Certo è che la dimensione ucronica di un protagonista che vive nell’arco di tre secoli e cambia sesso dalla sera alla mattina – semplicemente addormentandosi! – assume venature di incredibile modernità.

Orlando  assume sul grande schermo, e ora grazie a Sky Arte HD anche sul piccolo, il volto di Tilda Swinton: è l’eclettica attrice inglese a interpretare il ruolo del giovane protégé della regina Elisabetta I nell’omonimo film diretto da Sally Potter. Regista che accetta il gioco – la sfida – di Virginia Woolf, amplificando lo scarto temporale della scrittrice e allungando la vita del nostro incredibile eroe fino alla contemporaneità.

Il romanzo finisce così per espandersi e dilatarsi, aprendo le porte alla meta-narrazione. La sua traduzione cinematografica scardina le consuete dinamiche spaziotemporali ponendo nuovi interrogativi, ulteriori inviti all’evasione dalle consuetudini. Facendo di un giovane innamorato della poesia icona di libertà e liberalità, felicissimo eroe postmoderno che incarna tensioni trasversali. Attraverso i secoli.

La curiosità “La più lunga lettera d’amore della storia” . Così è stato definito Orlando  da Nigel Nicholson, figlio della poetessa Vita Sackville-West. A lungo amante di Virginia Woolf, a cui il romanzo è dedicato.