Un concerto, due pianoforti, quattro mani

5 febbraio 2015

Daniel Barenboim e Martha Argerich, recital pianistico, Philarmonie di Berlino, 2014. Credits: Holger Kettner

Per questo sabato pomeriggio, vi proponiamo di fare qualcosa di diverso: restate a casa, lo shopping può aspettare. Mettete in pausa qualsiasi programma, anzi, perché su Sky Arte HD va in onda un pezzo della storia della Musica Classica: Daniel Barenboim e Martha Argerich, per la prima volta assieme sul palco a presentare un programma intensissimo, su musiche di Mozart, Schubert e Stravinskij.

Entrambi nativi di Buenos Aires, i due musicisti condividono ben più della madrepatria Argentina: pur con sensibili differenze di tecnica e stile, Daniel Barenboim e Martha Argerich sono tra i più grandi pianisti al mondo, due autentiche leggende viventi. Pur vantando ciascuno una carriera decennale costellata da successi internazionali, il recital registrato alla Philarmonie di Berlino nell’aprile del 2014 è il primo che li vede riuniti nella stessa performance.

Il concerto in onda oggi è in effetti il giusto coronamento di un’amicizia, quella tra i due pianisti, che ha avuto inizio proprio a Buenos Aires, in quelle storiche serate organizzate nel lontano 1949. “Ci esercitavamo nell’esecuzione di brani a prima vista, suonando con chiunque si esibisse in città”, ricorda nostalgico proprio Daniel Barenboim. E Martha Argerich rincara la dose, confermando che “Daniel all’epoca suonava davvero qualsiasi brano. Il suo vastissimo repertorio era strabiliante già all’epoca”.

Il programma del recital è proprio il risultato di una “negoziazione” amichevole tra i due pianisti, che hanno scelto assieme i brani confrontando i rispettivi punti di forza e le preferenze. Martha, per esempio, adora l’interpretazione di Mozart che caratterizza le performance di Daniel, motivo per cui ha accettato la sua proposta di includere la Sonata in re maggiore per due pianoforti KV 448 nonostante le sue insicurezze personali: non era mai stata sicura che fosse “nelle sue corde”, se ci concedete l’espressione. Nel momento in cui Barenboim ha suggerito di eseguire la sonata controllandone strettamente la dinamica, però, la sua collega si è immediatamente sentita a suo agio.

La curiosità – Se già la prima parte del programma esalterà qualsiasi appassionato di musica classica, vi suggeriamo di attendere Le Sacre du Printemps per lasciarvi andare alle più sentite esclamazioni di giubilo. Dello spartito per orchestra, lo stesso Stravinskij aveva previsto un arrangiamento per pianoforte a quattro mani, da eseguire con l’amico Claude Debussy. Non avrebbe mai immaginato che, nel nuovo Millennio, a intepretare questa versione ci sarebbero stati due pianisti ancora più capaci e sensibili dei compositori.