Creatività che abbatte i… muri!

28 Aprile 2014


Destino strano quello del muro. La sua coraggiosa solidità, la schietta e antica funzionalità ne fanno elemento base dell’architettura, lemma fondamentale per la grammatica del costruire. Ma in senso figurato la sua natura di separatore accentua divisioni che si travestono da prevaricazioni sociali e culturali. Uno iato semantico irrisolvibile, sul quale però impostare riflessioni profonde: nel corso di un nuova puntata di De.sign.

Torna la serie che assume oggetti e situazioni iconiche del mondo della creatività e ne fa occasione per pensare e ragionare, scoprendo visuali inedite e sfatando preconcetti e luoghi comuni. Come nel caso del muro: quello di Berlino e quello di Gerusalemme, ma anche quello che scorre lungo il confine tra Messico e Stati Uniti. Situazioni limite attorno cui ruota la mostra che il MoMA dedica al rapporto tra design e violenza, così come ci racconta la direttrice del dipartimento di architettura del museo Paola Antonelli.

Contro i muri dell’indifferenza, della prevenzione, del razzismo si sono mosse figure importanti del design moderno e contemporaneo. le loro rivoluzioni gentili, operate esclusivamente grazie alla forza delle idee, sono esempi e modelli virtuosi: eccoci così in Brasile, dove l’italiana Lina Bo Bardi ha vinto l’emarginazione di un ambiente professionale rigorosamente al maschile; e poi ancora a Londra, per la lotta di Asif Khan contro le discriminazioni etniche.

Il mondo di domani avrà ancora muri? Se consideriamo l’estensione della realtà in ambito digitale la risposta è ovviamente negativa: ecco l’incontro con Made.come  Boticca, risorse di e-commerce che lavorano su scala internazionale; ed ecco Open Desk, laboratorio virtuale per progetti concreti, che grazie al potere della rete mette in condivisione strumenti e buone pratiche. Per una creatività in versione 2.0.

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La curiosità – Numeri esplosivi quelli dell’e-commerce, anche in un Paese tradizionalista e non del tutto digitalizzato come il nostro. Una ricerca del 2012 calcola in 10 miliardi di euro il giro d’affari annuo che ruota attorno alle vendite on-line, con il comparto del turismo (46% del totale) a farla da padrone.