Da copista a falsario il passo è breve

18 Febbraio 2013


Un artista a tutto tondo, John Myatt. Si destreggia splendidamente tra matite e pennelli, studente modello di una prestigiosa accademia; conosce poi l’effimero ma sfolgorante successo dato dalla musica pop. Il suo primo singolo è “Silly Games”, letteralmente “giochi sciocchi”: ironica, inconsapevole e incredibile previsione di ciò in cui Myatt finirà coinvolto. Quando, a seguito di un rovescio di fortuna, si trova nella necessità di arrotondare le entrare.

Perché, infatti, tutto comincia per gioco. Quando per mettere invidia ad un ricco amico, il produttore discografico di Myatt gli chiede di dipingere copie identiche di un paio di opere di Rail Doofy. Una beffa in piena regola, che riesce in tutto e per tutto: le tele sono semplicemente perfette, ingannerebbero chiunque, e fruttano a Myatt soldi facili. Poche centinaia di sterline, tanto per cominciare. Prima della telefonata del Professor Drewe.

Un interlocutore misterioso, che convince Myatt ad alzare l’asticella. Passando da copista che gioca, in cambio di pochi spiccioli, a mettere in casa di amici e conoscenti repliche di quadri famosi, a vero e proprio falsario. Che mette nel sacco presunti esperti e grandi case d’asta, guadagnando sempre di più; finendo al centro di un circolo vizioso di truffe e menzogne. Che finisce per attirare le attenzioni di Scotland Yard.

Indagine su un artista al di sopra di ogni sospetto per una nuova puntata de L’arte del furto, serie che svela i misteri dei più incredibili colpi ai danni di musei e collezioni private. Le straordinarie doti di John Myatt sono il fulcro di una fittissima e intrigante trama criminale: l’inchiesta si dipana per le strade di Londra, nelle nobili stanze di alcune tra le più famose case d’asta al mondo. Raggirate dal talento unico di veri e propri artisti della truffa.