Dalla discarica al museo… il passo è breve!

13 marzo 2013


Dall’orinatoio di Duchamp ai logori poster di Rotella, fino alle celeberrime deiezioni di Manzoni. Un confine sottile quello che a volte distingue un’opera d’arte da … pura immondizia! Casi limite per una nuova puntata di Potevo farlo anch’io, la serie che indaga con ironia i misteri del contemporaneo. Protagonista Alessandro Cattelan, ideale uomo della strada che prova a mettere in crisi, con cinismo naif, l’arte di oggi; trovando in Francesco Bonami una agguerrita controparte.

Tappa milanese per la coppia, di scena nelle sale del recente Museo del 900, alle prese con le nature morte di Giorgio Morandi e le sculture di Marino Marini; ma soprattutto con i tagli di Lucio Fontana, accolti nelle collezioni più prestigiose al mondo e contesi a cifre da capogiro. Monocromi attraversati da squarci netti e precisi, che rompono la tradizionale bidimensionalità dell’opera e suggeriscono eretiche riletture dello spazio; o qualcosa di più semplice e banale?

Taglierino in mano, tela davanti: riuscirà Cattelan a riprodurre il taglio perfetto? Una missione più o meno impossibile, che rivela come nulla è semplice come sembra nel mondo dell’arte. Ad accompagnare l’inedito duo composto dal presentatore e dal critico un ospite speciale decisamente particolare: Alessandro Bergonzoni. Artista visuale, scrittore, attore e raffinato funambolo della cultura, che sa destreggiarsi con stupore e meraviglia tra parole e oggetti.

Con Bergonzoni si entra nel curioso universo dell’objet trouvé: quando un semplice oggetto smette di essere tale e diventa opera d’arte? Qual è la linea di demarcazione che distingue il destino di una cosa, scegliendo se portarla in un museo … o in discarica? Dissacratorio, come vuole lo stile di Potevo farlo anch’io, ecco allora un sentito e caloroso omaggio a Piero Manzoni, di cui ricorre nel 2013 il cinquantesimo anniversario della morte.